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Nessuna risposta dalle istituzioni alla famiglia del piccolo autistico di Rovigo. Proviamo ad aiutarlo noi.

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Nessuna soluzione ancora offerta dalle istituzioni locali per la famiglia del bambino autistico di Rovigo, sfrattata senza alternative agli inizi di gennaio. Dopo la partecipazione del padre Carlo ad alcune trasmissioni televisive e l’appello del sottosegretario Faraone per chiedere al sindaco e al presidente della Regione di aiutarli, non è arrivato loro nemmeno un messaggio. Da qui la decisione di Carlo di procedere con le denunce e di accettare l’unica offerta di sostegno arrivata dalla cittadinanza.

Sono passate più di due settimane dalla fredda mattina di gennaio nella quale Carlo, Amalia e il piccolo David sono stati costretti a lasciare la casa dove si trovavano in affitto, senza che l’amministrazione offrisse nessuna alternativa, nemmeno di emergenza. Ha destato stupore il trattamento riservato ad una famiglia che non aveva chiesto altro se non poco tempo per riuscire a riprendere la regolarità del pagamento. Persone semplici e dignitose che all’ inizio avevano accettato senza nemmeno alzare la voce una condizione difficile soprattutto per il proprio bambino autistico. L’unico rappresentante delle istituzioni che si era occupato del loro caso era stato il sottosegretario Davide Faraone che aveva chiamato Carlo e lanciato un appello al sindaco di Rovigo e al presidente del Veneto affinchè trovassero una soluzione per consentire soprattutto al piccolo David di riprendere la scuola, fondamentale impegno quotidiano.

La scuola purtroppo ha chiamato Carlo per chiedere se il bambino, ora a Ferrara a casa di una zia, potesse tornare o si dovesse cancellare per lasciare il suo posto ad un altro.

“E’ troppo, ribadisco che la scuola è stato l’unico posto nel quale David è stato bene accolto e ha fatto grandi progressi. In questi giorni lo vedo come guarda i bambini che vanno all’ asilo e capisco la sua confusione. Stanno creando dei danni a mio figlio e a questo punto procedo con le denunce.”

Carlo è esasperato e soprattutto non capisce perchè neanche l’intervento di un sottosegretario abbia smosso le autorità locali almeno a chiamarlo.

“Ho anche chiesto all’ amministrazione del paese nel quale ho un rudere di proprietà che impediva che noi accedessimo alla graduatoria per la casa parcheggio, di telefonare agli uffici di Rovigo per confermare l’inagibilità ed eliminare anche l’ultimo ostacolo burocratico. Non basta, ho rivisto l’assessore con delega  ai servizi sociali, inserendomi in un gruppo di manifestanti che ha ricevuto (da solo non ci sarei mai riuscito) e ha avuto il coraggio di dirmi che prima di noi ci sono malati terminali, quindi non possono aiutarci. Che tristezza è scatenare una guerra tra chi ha più difficoltà!”

Le istituzioni non hanno dato risposte, ma i concittadini di Carlo ci hanno provato. Hanno fatto una raccolta per aiutare la famiglia.

“All’ inizio non volevo accettare, ma dopo la telefonata della scuola, ho chiesto di sapere ogni nome di chi mi sta dando una mano perchè voglio restituire ciò che userò per riuscire a prendere una casetta, rimarremo a Rovigo solo fino a giugno per far completare l’anno scolastico a David. A breve riprenderò a lavorare, chiederò un anticipo e al più presto potrò pagarmi tutto da solo. Non so però quanto sarà facile trovare chi ci faccia un contratto di affitto nelle nostre condizioni.”

Ci permettiamo quindi di dare una mano a Carlo e alla sua famiglia nella ricerca.

Chi a Rovigo avesse una casa, piccola ma dignitosa, da affittare in tempi brevi, per i prossimi sei mesi, può contattare la nostra redazione redazione@pernoiautistici.com.

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