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L'autistico non può essere colpevole né innocente: è ingiudicabile. Parla l'avvocato

tribunaleSul caso di Alghero e dell’ultratrentenne autistico accusato di rapina a mano armata e minacce gravi (riportato da L’Unione Sarda), vi proponiamo qui di seguito l’intervista che ci ha gentilmente rilasciato il suo avvocato, Pietro Diaz.

Avvocato, può farci una sintesi del caso? Qual è l’accusa?

Risultati immagini per avvocato pietro diazIl ragazzo è a spasso con i genitori, fa sosta in uno spiazzo, antistante un supermercato, ove stanno alcuni banchetti di venditori ambulanti. Seguito dalla genitrice, fa capire che gradirebbe gli fosse acquistato un oggettino, frattanto si invaghisce di un minutissimo coltellino esposto da un cinese, lo prende ed inizia ad agitarlo per aria come danzando. Poiché è gigantesco, taluni (a loro dire) si spaventano. Arriva la polizia che, reputato un reato di rapina in danno del cinese ed un reato di minaccia in danno di un altro, ne dà notizia alla procura della Repubblica. In proposito va evidenziato che il cinese, il quale racconterebbe di impossessamento mediante minaccia di cosa mobile altrui sottraendola a chi la detiene per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto (sono parole della disposizione sul reato di rapina!) non parla italiano, mentre lo parlerebbe il genitore (a dire di costui), incaricato dalla polizia di fare da interprete del figlio, ma fuori delle condizioni e dei modi legali dettati dagli artt 143, 143bis cpp. Perciò è avvolto nel mistero quanto effettivamente avrebbe detto l’ambulante cinese. La procura della Repubblica avvia procedimento penale per i delitti suddetti.

Come valuta il modo di agire delle autorità giudiziarie e dei servizi sociali? E perché?

Poiché si ha delitto di rapina (o di minaccia) quando l’azione che esegue il fatto sia cosciente e volontaria; quando l’evento dannoso del fatto sia conseguenza della azione cosciente e volontaria; e quando inoltre sia preveduto e voluto come conseguenza d di quella azione (artt. 40, 41, 42, 43, 47 cp). E poiché l’autistico è del tutto incapace di tanta proiezione di sé nel modo esterno (col quale per definizione non ha rapporti, e del quale non ha nozione); è quindi del tutto incapace financo di concepire tale proiezione (per giunta intrisa di elementi statici e dinamici, di fatto e di valore, causali e finali, totalmente ignoti, come tali, all’autistico). Valuto dunque l’agire dell’autorità giudiziaria (quella dei servizi sociali è accessoria) non conforme al diritto vigente ( perché mosso da una idea di reità e di reo, di autore di reato doloso, difforme da esso).

Qual è la situazione attuale?

Attualmente il processo è sospeso perché incapace, l’accusato, di parteciparvi consapevolmente; ma permane l’applicazione della misura di di sicurezza della libertà vigilata, che pure suppone il fatto di reato sub 3: l’autistico è estraneo penalisticamente perfino alla categoria dell’incapace di intendere e di volere, tuttavia capace di commettere reati (art 88, 202, 203, 228 cp); è privo anche di siffatta efficienza, funzionalità. Insomma è costituzionalmente mancante della capacità di delinquere, di essere delinquente, intendendo per delinquente colui che sia naturalisticamente capace di commettere delitto.

Come avete reagito al provvedimento? E con quale esito?

Abbiamo fatto impugnazioni e richieste, finora respinte.

In conclusione: secondo Lei il ragazzo è innocente? E lo è in quanto autistico?

L’autistico è estraneo alla possibilità d’essere innocente o colpevole e, quindi, alla questione se sia l’uno o l’altro. Perché estraneo individualmente al diritto che quelle categorie istituisce, per quanto detto. Insomma, è ingiudicabile da e con esso.

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