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Approvati i Nuovi Lea. E l'autismo c'è

lea-autismo

Passerà alla storia, quella di oggi, come la giornata dei Nuovi Lea. Dopo oltre 15 anni, il nuovo decreto è ufficialmente venuto alla luce, sottoscritto dal premier Gentiloni. Plaude la politica, un po’ meno le associazioni, che più volte e a più voci erano intervenute – Fish in testa – a criticare il testo definito  “obsoleto” se non addirittura “irricevibile” e in contrasto con la Convezione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Non ci addentriamo qui sull’esame del testo e nemmeno nel dettaglio delle critiche mosse dalle associazioni: in sintesi, non piace il concetto di disabilità e di assistenza – “obsoleto”, appunto – espresso dal decreto, ancora concentrato sulla “menomazione” e disattento al contesto e alle potenzialità.

Ci preme invece ricordare, dal nostro punto di vista, che l’autismo c’è. Ebbene sì, nei nuovi Lea, che inizialmente parevano voler escludere i #teppautisitici con i loro problemi, dopo una revisione del testo, l’autismo entra a pieno titolo. Si parla di “diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, integrazione nella vita sociale e sostegno per le famiglie”, con un esplicito riferimento alla legge sull’autismo (134/2015). Ecco di seguito il passaggio che ci interessa: l’articolo 60:

Art. 60 LEA

Ora, se questo basterà a cambiare significativamente le cose, è  troppo presto per dirlo. Le lacune ci sono indubbiamente, come sottolineano le associazioni  ma perlomeno l’autismo, grazie anche agli sforzi e alla tenacia delle associazioni, è stato inserito. Riprendiamo  qui la soddisfazione che, in piena estate, dopo la revisione del testo, esprimeva Davide Faraone, allora sottosegretario all’Istruzione e oggi alla Salute:

faraoneGrande soddisfazione per il risultato ottenuto con l’emanazione dei nuovi Lea. Nel testo definitivo del Ministero della Salute si fa riferimento esplicito all’autismo, così come avevamo fortemente richiesto, e si rimanda ai contenuti della legge 134/2015 per il trattamento dei servizi relativi a questo disturbo. I Lea sono un punto di partenza, uno dei primi tasselli fondamentali di un percorso che stiamo costruendo giorno dopo giorno, guai a considerarli un traguardo raggiunto. Adesso le regioni dovranno adeguare i propri servizi e dovranno senza dubbio arrivare fondi dedicati a sostegno di chi opera in questo ambito e delle famiglie di persone con autismo.

 

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