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Luciana Litizzetto: cara Marina non volevo offendere voi autistici

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Quando domenica scorsa, Luciana Littizzetto commentava la decisione di Melania Trump di non trasferirsi alla Casa Bianca, ma di rimanere invece a New York per il figlio, ha fatto una battuta chiamando il piccolo Barron Trump un “truonato”, termine che non avevo mai sentito, ma che credo significhi un po’ un coglioncione. Ovviamente non sapeva che qualcuno pensa che invece di ‘truonato’, il figlio di Trump possa essere autistico.

La redazione di PerNoiAutistici, sorpresa del fatto che una persona come Luciana Littizzetto avesse davvero intenzione di offendere persone autistiche o disabili, ha riportato la notizia della reazione dei tanti genitori come noi, i cui figli sono spesso al centro di incidenti di bullismo e derisione.

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Come le ho scritto nella lettera pubblicata qualche giorno fa, non pensavo davvero che la sua intenzione fosse di offendere o deridere nessuno. Questa mia sensazione è stata confermata da Luciana Littizzetto, che mi ha scritto una bellissima email, che riporto, in cui dice di essere mortificata di averci ferito.

Eccola:

   

Ciao Marina.

Ho saputo da Luca Bottura della questione figlio di Trump e del disagio che tu e altri avete provato sentendo la mia micropresa in giro. Io credimi non ne sapevo nulla altrimenti mai mi sarei permessa. Tu mi conosci. Sarei una schizofrenica a presentare libri sull’autismo belli come il tuo e poi prendere in giro bambini con quel problema. Per cui mi spiace molto. Se vi ho fatto stare male e se vi siete sentiti feriti. Ripeto non era affatto mia intenzione e ne sono mortificata.

Dillo anche a Nicoletti perché io non ho i suoi recapiti. 

Stai bene e buon Natale. Alcuni baci.

Luciana

 

Mi ha commosso il fatto che abbia reputato importante spiegarsi e che si sia sinceramente sentita in dovere di chiedere scusa a tutti noi. Lo trovo un gesto di profondo rispetto, non solo nei nostri confronti, ma in quelli dei nostri ragazzi. E poi, anche se è un po’ antipatico sentirselo dire, ve l’avevo detto!

Occupiamoci ora di cose davvero importanti, come l’avvicinarsi del Natale, sempre drammatico per tutti noi, tra il non sapere cosa regalare ai nostri teppautistici e la confusione di parenti e amici che li agita e li spaventa.

Oppure per una volta pensiamo alle cose belle, come il film TOMMY E GLI ALTRI, che ho avuto l’onore di vedere (sto curando i sottotitoli in inglese) e che mi ha fatto piangere dal terzo minuto in poi. Sarà, vedrete, un bellissimo scorcio del nostro mondo e sono certa sarà utile a tutti per capire le nostre difficoltà  e chissà, magari anche per migliorare i servizi di autistici ormai adulti e, ahimé, in mano quasi esclusivamente a noi.

Marina Viola

Leggi Pensieri e Parole, il mio blog:
http://pensierieparola.blogspot.com
Marina Viola porta il quaranta di scarpe. Vive a Boston e ci fa il diario di quella che pensiamo essere l’ altra parte della luna. Che significa per noi autistici vivere negli Stati Uniti? Potete farle anche domande….

Le precedenti corrispondenze di Marina Viola da Boston

Questa è la sua storia: dal 1991, da quando cioé ha deciso di vivere con il suo fidanzato Dan. La loro prima casa era nel New Jersey, dove ha preso una minilaurea in grafica pubblicitaria. Ha tre figli: Luca, che ha quasi diciannove anni, ha una forma abbastanza drammatica di autismo e una forma strana di sindrome di Down; Sofia, che ha sedici anni ed è più bella di Liz Taylor, è un genio del computer e prende sempre cinque meno meno in matematica; Emma, che di anni ne ha solo otto, ma che riempie un silos con la sua personalità. MarinaViola odia le uova perché puzzano, ma per un maron glacé venderebbe senza alcun senso di colpa tutti e tre i figli. Ha una laurea in Sociologia presso Brooklyn College, l’università statale della città di New York. Da qualche anno tiene unblog in cui le piace raccontare alcuni momenti della sua vita. Ha scritto settimanalmente sul sito della Smemoranda (smemoranda.it) dell’America vista però in modo sarcastico e ironico.

A giugno del 2013 è uscito il suo primo libro, “Mio Padre è stato anche Beppe Viola”, edito da Feltrinelli. Nel suo secondo, “Storia del Mio Bambino Perfetto” (Rizzoli, 2014) racconta di Luca e dell’autismo.

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