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Le nostre vite parallele senza tempo e senza spazio

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Il dopo di noi irrompe prepotentemente nella nostra esistenza quando rimaniamo soli, quando il cordone ombelicale viene definitivamente reciso e si diventa genitori. Viene abbandonato il ruolo di figlio, scompaiono le figure che ti sostenevano. Non ci sarà più l’appoggio morale, oltre che economico, a tamponare le mille falle che un figlio con disabilità crea nella nostra esistenza.

È l’orfanitudine che risveglia la coscienza facendoci prendere consapevolezza dei nostri anni, di una nuova strada che siamo costretti a percorrere da soli. E mentre ti chiedi, costernato, se ce la farai mai, cominci a camminare guardandoti attorno. Non sai quando arriverà il successivo bivio, cerchi di non pensarci perché proprio adesso è arrivato il momento per costruire qualcosa di bello per tuo figlio, il capolavoro che darà senso alla sua esistenza facendolo sentire persona insieme agli altri. Il momento delle lacrime e del nascondimento è un lusso che non ti puoi permettere.

L’idea della morte è un concetto incomprensibile per noi che vorremmo una separazione meno traumatica ed è impensabile per nostro figlio. L’assenza fisica non riesce a essere spiegato con la fede, è un ossimoro in grado di riproporre atteggiamenti ossessivo-compulsivi in risposta a una non risposta, al perché una persona non ci sia più. Sai che dovrai superare anche questo ostacolo cercando di essere tranquillo, di non mostrare la sofferenza che pervade ogni tuo pensiero affinché questa non presenza non generi smarrimento che sconvolge.

Non puoi più essere figlio da consolare, ma genitore che rassicura e indica la strada. Ti senti rivestito di una responsabilità maggiore, a prescindere dalla tua indipendenza. Non puoi più permetterti di sbagliare perché nessuno saprà sostenerti anche nell’errore. Sono i figli che sbagliano per età e incoscienza, i genitori un po’ meno.

La sopravvivenza dei figli rispetto ai genitori è una realtà che entra con forza destruente nel nostro quotidiano fatto già di tante difficoltà, maggiori della quota pro capite umana. Il peso degli anni si fa sentire nel momento in cui si rimane orfani e guardandoci dietro ci accorgiamo di vissuto una vita parallela rispetto agli altri, senza spazio e tempo. E se prima ti potevi concedere il lusso di lamentarti con chi ti capiva, adesso devi tacere per non sprecare neanche un minuto della tua vita. Devi mettere basi solide al futuro di tuo figlio perché Roma non è stata costruita in un giorno.

Gabriella La Roveregabriella

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