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Vestita di rosso su quella panchina la mamma di autistico aspetta il Natale

Sai, Gianluca, non sapevo nemmeno se mandartela questa letterina di Natale strampalata. È molto intima e per la prima volta fatico a scherzarci sopra, nonostante la proverbiale faccia di tolla che mi ritrovo.
Una perla della mia amica Elena, la motociclista sbandata, bestemmiatrice, attaccabrighe, madre di piccolo autistico. Ti ho parlato tante volte di lei. È diventata ormai la mia musa ispiratrice. Pensa te come son messa..
Oggi pomeriggio ci siamo viste ad un incontro con altri genitori, organizzato da un istituto che ha preso in carico da qualche mese i nostri figli. Siamo entrate gasate, sperando di avere buone notizie sulle ore di terapia per i prossimi sei mesi, siamo uscite piegate a novanta. E non è stato manco divertente.. Purtroppo, siamo in tanti ad avere lo stesso problema in casa e ci contendiamo tutti una coperta troppo corta. Questa è la verità. A livello nazionale, il supporto a noi teppautistici è a tutt’oggi ben poca cosa.
Si consuma così una guerra fra poveri, dove una madre potrebbe staccare un orecchio a morsi ad un’altra madre per accaparrarsi 2/3 ore in più con un bravo terapista o la supervisione di una consulente che non sia cialtrona.
Non so se sia stato per questo, o se l’avvicinarsi del Natale con tutti i suoi lustrini e le sue lucine colorate l’abbia portata a fermarsi un attimo in più e a guardarsi dentro, sta di fatto che poco prima della mezzanotte Elena mi ha mandato questo messaggio:

Elena moto“Cara, sono sempre io, la tua amica scaricatrice di porto, come mi hai definito tu quasi un anno fa…vorrei scrivere ancora una volta alla posta del cuore di Beth.
Sai dove sono? Al parco col cane, sono le 23:45… Mi fermo sulla mia panchina preferita, da cui guardo il traffico lontano sulla provinciale, con il mio clima preferito: un gelo silenzioso…
È un po’ la parafrasi (o forse sì dice la metafora, sticazzi le figure retoriche) del mio cuore… Anche lui è seduto da qualche parte, congelato, con un grande silenzio dentro… guarda il traffico lontano delle vite altrui, che si svolge normale, come ogni sera, come ad ogni ora. E lui? Lui ha una vita diversa, fredda, silenziosa e per vari tratti buia.
Si veste di rosso per apparire ma è un vestito bucato e sporco. Stasera sono vestita di rosso su quella panchina, ma i buchi e lo sporco mi ricordano il buio della mia vera essenza terrena.
Quest’anno a Natale anche io voglio chiedere a Gesù bambino un colore diverso, nella speranza di travestirmi meglio, perché ultimamente non sono più brava neanche in questo e dopo questo non mi rimane più nulla.
Un bacio, buonanotte. E che notte..
Elena”

Sto quasi zitta dopo le tue parole, Elena, perché conosco il baratro che si arriva a toccare a volte con la mente. Ti dico solo che, come sai, anch’io il cuore pensavo di averlo seppellito in una buca del parco tempo fa. Invece ti svelerò un segreto: ho scoperto che è molto più forte e resistente di quanto potessi immaginare. Hai 30 anni, amica mia. E anche se nessuno potrà mai nemmeno immaginare il tormento che nascondi sotto quella scorza dura e la montagna di merda che abbiamo ogni giorno davanti non ce la leverà mai di torno nessuno, il colore e il modello del vestito che vogliamo indossare per scalarla lo possiamo scegliere noi, in ogni momento. Il pizzo nero lo lascio a te, ok? Che a me fa prurito. E anche i compagni di viaggio si scelgono. Anzi, per lo più si auto-selezionano da soli, sai? Perché mica sono in tanti i cavalieri (e le dame) che possono combattere l’impresa al nostro fianco.

Ti voglio bene, piccola roccia
Beth

elisabethbonarda

ELISA BETH BONARDA

Nome di fantasia, foto farlocca. Per esigenze professionali collabora “per noi autistici” con uno pseudonimo. Si proclama esperta in supercazzola e poco altro. E’ mamma di Mr. G, bimbo autistico di cui solo da pochi mesi ha ottenuto “una diagnosi seria”  per cui si sta impegnando, anima e corpo, in un programma ABA che deve necessariamente  seguire senza che questo comprometta il suo lavoro. Una sedicente medichessa per autistici, in verità, nel passato le aveva consigliato di stare più a casa con il figlio…Così magari sarebbe guarito. Elisa Beth le ha fatto una pernacchia… 

ELISA BETH HA GIA’ SCRITTO PER NOI:

 

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