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L'epidemia dell'autismo per Trump

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Diminuiamo le dosi di vaccino e l’epidemia di autismo finirà. Parola di Donald Trump, 45°Presidente degli Stati Uniti di America. Festeggia il movimento antivaccini mentre tremano la comunità scientifica internazionale e migliaia di famiglie di autistici americane. La teoria sul nesso tra vaccini e autismo è stata ribadita, con certezza, dall’imprenditore repubblicano in dibattiti televisivi e attraverso diversi tweet. Quali saranno le conseguenze ora?

Durante la campagna elettorale, Donald Trump, neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America, dichiarava: «I tassi di autismo sono alle stelle, perchè Obama non fa qualcosa sull’autismo inflitto dai medici. Non abbiamo niente da perdere». Cosa avrebbe dovuto fare Obama? La Trump soluzione? «Io sono a favore dei vaccini, ma la dose deve essere data in un periodo di tempo più prolungato. In questo modo credo avremo un grande impatto sull’autismo».

Il magnate repubblicano ha espresso le sue posizioni in tempi non sospetti: i movimenti antivaccino in festa, riportano tweet nei quali, a partire dal 2014, utilizzando sottili metafore, raccontava di bambini “pompati” con dosi di vaccino che improvvisamente li trasformavano da sani ad autistici. Ha riportato anche casi di figli di suoi lavoranti che si erano ammalati in questo modo, quindi dirette testimonianze scientifiche.

Le sue convinzioni nel tempo non sono mutate e purtroppo non si sono arricchite di conoscenze, tanto che le ha riproposte durante un dibattito tra candidati repubblicani, a settembre, davanti ai milioni di telespettatori della CNN. Per l’occasione ha pronunciato anche un’altra considerazione, ponderata nei toni e nei contenuti: «L’autismo è diventato un’epidemia. Venticinque, trentacinque anni fa, guardando le statistiche, era tutto diverso. Ora la situazione è totalmente fuori controllo».

Ad ascoltarlo, tra i tanti, c’erano anche i membri del Autistic Self Advocacy Network, l’associazione americana che difende i diritti delle persone autistiche.

“Nonostante il gran numero di prove scientifiche che contestano il legame tra autismo e vaccini, questa sera il dibattito per le primarie ha ospitato i commenti del candidato di punta che ha ripetutamente fornito informazioni errate suggerendo l’esistenza di un nesso”.

Questa la prima reazione di chi da anni cerca di diffondere una corretta informazione sull’autismo per promuovere la ricerca, soprattutto, delle terapie migliori per aiutare chi ne è affetto. Costretti di nuovo a dover lottare contro una teoria sconfessata dalla comunità internazionale, l’associazione ha ribattuto anche alla soluzione proposta. Trump ha sostenuto e sostiene, in un sillogismo elementare ed inquietante: se sono le dosi eccessive di vaccino a causare l’autismo, basterebbe diminuirle e l’autismo finirà.

“Le vaccinazioni non provocano l’autismo. Non è una questione né di dosi, né di frequenza della somministrazione.”

Ha tuonato l’Autistic Self Advocacy Network. Sul concetto di epidemia paventato dal neo presidente degli Stati Uniti, si è cercato di contrapporre la realtà, la scienza e la statistica.

“L’autismo è sempre esistito nella stessa percentuale attuale,semmai sono progrediti i sistemi per la diagnosi della malattia.”

La sera del dibattito in studio con Trump c’erano anche altri due candidati alle primarie del Partito Repubblicano, entrambi medici. Nessuno dei due ha risposto come milioni di colleghi si sarebbero aspettati. Ben Carson, neurochirurgo, si è limitato a dire: “Il nesso tra autismo e vaccini, ma i tempi tra una vaccinazione e l’altra potrebbero essere allungati e poi si potrebbero evitare le vaccinazioni non necessarie”. Mentre Rand Paul, oculista, ha tagliato corto: “Sono a favore dei vaccini, ma sono anche per la libertà di scelta”.

Milioni di spettatori, di elettori, lasciati liberi di dubitare che allora forse l’idea di Trump potesse essere credibile.

Ed ora?

I movimenti anti vaccino festeggiano, anche in Italia, sicuri che darà un duro colpo agli insabbiatori così vengono definiti tutti coloro che sostengono l’inesistenza di un legame tra autismo e vaccino.

 La Scientific American, una delle principali testate divulgative statunitensi, ha dichiarato, invece che “Le idee di Trump sulla scienza sono incredibilmente ignoranti.” Dopo averne pubblicato una raccolta, ha notato come quasi nessuno dei suoi discorsi abbia riguardato:”l’importanza della scienza per la crescita economica, la sicurezza e il prestigio internazionale”.

Il rischio è che una tesi sconfessata e senza alcuna evidenza scientifica, portata avanti dall’uomo più potente del mondo, possa tornare a mietere conseguenze, come un ulteriore colpo alla già inquietante diminuzione delle vaccinazioni.

Non solo, per gli autistici, cosiddette vittime dell’epidemia, coloro che ormai è troppo tardi per salvare, cosa si farà? Non potendoli più guarire, ci sarà un programma che sostenga e aiuti anche loro, tra i tweet e le idee empiriche del Presidente Trump?

Ci auguriamo di sì, che sia studiato e portato avanti da chi ne abbia le competenze, nel frattempo, come la comunità scientifica internazionale e migliaia di famiglie di autistici americane, tremiamo.

 

 

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