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Autistici&Giardinieri come case history nella formazione di operatori socio-sanitari

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Il nostro progetto Autistici&Giardinieri si sta sviluppando in maniera sorprendente. Dopo un periodo di rodaggio stiamo entrando nella fase più delicata dell’ osservazione scientifica del lavoro fatto sul campo. Lo scopo che avevamo dichiarato sin dall’ inizio era quello di costruire un modello di tipo abilitativo, strutturato per soggetti con autismo e replicabile, per favorire l’inclusione sociale di ragazzi autistici attraverso un corso di orticultura. Il vantaggio di avere come partner un’istituzione così prestigiosa come l’ Università Luiss ha reso ancora più interessante questo progetto, soprattutto per gli sviluppi che potrà avere nel rendere concretamente possibile quella continuità scuola lavoro di cui molto si teorizza. Pubblichiamo qui la riflessione sul progetto  “Autistici&Giardinieri, esposta dalla dott.ssa Laura Fatta  nell’ambito di una formazione per operatori socio-sanitari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.  L’evento era  riservato al personale di reparto.


“Autistici & Giardinieri”, il progetto di Insettopia Onlus, in collaborazione con Luiss Guido Carli e Progetto Aita Onlus, sostenuto con i fondi del Miur, è stato presentato qualche giorno fa all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, nell’ambito di un evento formativo sulla progettistica sociale e sui percorsi di inclusione della disabilità, riservato ad operatori socio-sanitari ed educativi.
La relazione sull’intervento è iniziata spiegando come il verde in sé sia un ottimo mediatore di benessere sia per soggetti a sviluppo tipico che per persone affette da disabilità. Partendo da un’analisi della letteratura si evince che sono molto pochi gli studi metodologicamente validi e accettati dai rigorosi standard di pubblicazione scientifica. I pochi dati presenti si riferiscono perlopiù a patologie quali la depressione, la demenza e la schizofrenia, mentre nulla è presente nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico, a fronte di una cospicua mole di informazioni che invece sono reperibili dai comuni motori di ricerca divulgativi.

In tal senso il progetto Autistici & Giardinieri, rappresenta un’innovazione nel settore, poiché basato sul concept di costruire un modello di tipo abilitativo, strutturato per soggetti con autismo e replicabile, per favorire l’inclusione sociale di ragazzi autistici attraverso un corso di orticultura. Il progetto prevede tre fasi, una strettamente progettuale, per studiare e mettere in pratica delle buone prassi, dato lo scarso riferimento alla letteratura, una di start-up conclusasi a giugno 2016 e una fase annuale attualmente in corso. Gli obiettivi del progetto sono di fornire un supporto alle famiglie, su cui di solito grava tutto il peso della gestione dei figli adolescenti e adulti con autismo e fornire, dall’altra parte, una reale possibilità di inserimento lavorativo per tutti quei ragazzi che svilupperanno delle competenze spendibili nel mondo del lavoro. La modularità è la caratteristica principale del progetto, possibile solo se ci si avvale delle competenze di un’equipe multidisciplinare, formata da un neuropsichiatra infantile, che ha il compito di monitorare e valutare lo stato di salute dei partecipanti, uno psicologo coordinatore che rappresenta il centro di raccordo per i tutor che operano con i ragazzi, in rapporto di 1:1 o 1:2 a seconda del funzionamento, e di un agronomo specializzato che ha la funzione di strutturare le attività.

Nella fase di start-up sono stati coinvolti 10 ragazzi dai 14 ai 38 anni che sono stati suddivisi, in base al funzionamento, in due gruppi omogenei e hanno preso parte alle attività una volta a settimana, negli spazi messi a disposizione a titolo gratuito dall’Università Luiss Guido Carli, la quale ha permesso ai ragazzi di poter lavorare anche all’esterno dell’appezzamento che è stato concesso in modo esclusivo e integrarsi all’interno del Luiss Community Garden. Per formare i gruppi e per stilare il profilo funzionale è stata creata una scheda ad hoc, comprensiva di una parte anamnestica e sintomatologica, che valuta anche il funzionamento linguistico e adattivo e la presenza di problemi comportamentali. Per valutare la qualità dell’andamento delle attività e le eventuali ricadute sugli aspetti comportamentali, è stato effettuato il monitoraggio, attraverso una griglia appositamente costruita. La scheda è stata suddivisa in due macro-sezioni: Sezione orticoltura: Apprendimento e Conoscenze che valuta la pratica e la teoria botanica e la Sezione Comportamentale che valuta le autonomie personali, il linguaggio e la comunicazione e i comportamenti problema. Infine, a seguito della conclusione delle 6 sezioni programmate, è stato consegnato ai genitori un questionario di gradimento, per raccogliere le opinioni nei confronti dell’organizzazione e le percezioni sulla qualità della vita dei propri figli.

La seconda fase del progetto, iniziata il 29 settembre e che si concluderà a dicembre, ha previsto la prosecuzione dei partecipanti coinvolti nella fase di start-up e l’ampliamento dei beneficiari coinvolti da 10 a 15 unità, con l’inserimento di un nuovo gruppo a basso funzionamento e con disturbi del comportamento. Il protocollo di attività prevede uno schema settimanale per ogni gruppo costituito da alcune attività di routine (in cui i ragazzi dei primi due gruppi in genere non hanno necessità di aiuti) e di attività specialistiche, che sono inserite, sulla base della tipologia del gruppo (basso vs alto funzionamento o gruppo nuovo vs gruppo preesistente) e delle condizioni metereologiche (attività interne vs attività esterne). Tali attività specialistiche sono state precedentemente pensate e inserite in un catalogo, da cui ogni settimana, la referente psicologa e l’agronoma, estraggono le attività idonee sulla base dei criteri summenzionati. Sono stati poi descritti dei primi risultati statistici, che lungi dall’essere una vera e propria ricerca sperimentale in ambito scientifico, indicano come ci sia un miglioramento nei singoli soggetti nelle autonomie personali e una maggiore frequenza di utilizzo del linguaggio verbale e non verbale in modo funzionale per fare delle richieste. Dall’analisi delle medie dei singoli inoltre emerge nel corso del tempo una minore necessità di supporto sia in termini di frequenza che di intensità.

La III fase del progetto che inizierà a marzo per concludersi a giugno 2017 prevede l’inserimento di un 4° gruppo che sostituirà il 3° gruppo, in modo da dare la possibilità a più famiglie di prendere parte al progetto. In questa fase è prevista l’inclusione degli studenti Luiss, futuri manager della nostra società, attraverso un percorso di crediti formativi. Questi saranno invitati ad utilizzare la loro expertise nel campo della produzione web e del diversity management, con l’obiettivo di sviluppare così una best practice di corretta interpretazione e gestione del lavoro con persone disabili. Infatti l’inserimento degli studenti Luiss nelle attività del progetto Autistici & Giardinieri conferirà definitivamente al progetto la caratteristica di integrazione tra ragazzi con disabilità e a sviluppo tipico. Obiettivo futuro? diventare un esempio virtuoso di valorizzazione della diversità, che possa essere modellizzato anche da imprese o istituzioni e che possa essere replicabile anche in altri contesti/orti universitari o urbani. Da questa giornata formativa intensa, le parole d’ordine in tema di autismo sembrano essere demedicalizzazione, autonomia, integrazione e socializzazione.

Laura Fatta 

La presentazione del progetto “Autistici&Giardinieri, esposta dalla dott.ssa Laura Fatta 

 

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GUARDA I PRECEDENTI DI “AUTISTICI&GIARDINIERI”

 

Autistici&giardinieri con vanghe e rastrelli alla Luiss

Conclusa la prima fase di Autistici&Giardinieri alla Luiss

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