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Torna il dissuasore Tommy 2.0 con rilevatore elettronico…Sarà la volta buona?

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Martedì 20 settembre sarà nuovamente messo a terra il dissuasore Tommy. E’ la terza volta in due anni e mezzo che assisto a questa cerimonia. Spero veramente che d’ora in poi tutte le sperimentazioni e conseguenti autorizzazioni abbiano esaurito il loro iter. Mi piacerebbe che finalmente un’ idea semplice e ovvia, per diffondere cultura, più che per difendere un diritto, possa essere messa a disposizione di chiunque abbia in concessione un parcheggio per persone disabili. Questa ultima versione 2.0 ha superato lo scoglio dell’approvazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e spero anche la resistenza di chi vedeva nel dissuasore una barriera ulteriore per chi già di barriere deve affrontarne parecchie. 

Il funzionamento è semplicissimo, in questa versione non ci sono più cancelli e barriere fisiche come nelle precedenti, ma solamente un rilevatore di massa metallica che avverte quando un autoveicolo si parcheggia nello stallo riservato, se non è quello del legittimo assegnatario il dispositivo emette un allarme sonoro assimilabile a quello di un normale sistema di antifurto.

Che succede con Tommy?

Se il parcheggio è avvenuto per errore (…Non avevo visto il segnale!!!) l’ automobilista “distratto” è avvertito del rischio (molto poco probabile) di essere multato e può fare serenamente retromarcia, grato a Tommy per averlo avvertito in tempo. Nel caso il parcheggio improprio nell’area riservata a un disabile fosse invece un volontario atto di prepotenza e inciviltà (mi fermo solo 5 minuti, anche io ho un parente disabile, dopo le 20 può parcheggiarci chiunque, non c’era altro posto, ma ce la metto e basta fatevi i fatti vostri…) c’è da sperare che la sirena contribuisca a far riflettere sul fatto che quell’atto corrisponde a un furto vero e proprio. Parcheggiare in un’ area riservata a un disabile corrisponde a rapinargli la possibilità  di rientrare a casa con minore difficoltà possibile. Una sirena che suona da un parcheggio disabili occupato richiama (si spera) l’attenzione della collettività sul fatto che qualcuno stia violando una delle più ovvie regole di civiltà stradale.

Serve a sensibilizzare non a vietare

Molti ignorano che dietro a quel cartello esiste una reale e grave limitazione a muoversi, una catena di problemi difficilmente immaginabile per chi cammina con le proprie gambe e ha piena autonomia delle proprie azioni. Purtroppo siamo tutti troppo abituati a osservare l’ abuso del diritto al parcheggio “giallo” da parte di chi palesemente ha quel contrassegno senza averne diritto, per questo ci siamo dimenticati, o ci fa comodo dimenticarcelo, che oltre i molti vergognosi abusi, la maggior parte di quei cartelli con un numero di concessione indicano persone che di quel parcheggio hanno veramente bisogno, persone che quando lo trovano occupato si sentono ancora di più circondate dall’indifferenza del resto del mondo, molto più soli di quanto sia già loro possibile sentirsi abitualmente soli nella peripezia quotidiana.

La storia del dissuasore Tommy

La storia di Tommy inizia un giorno di aprile 2014 in cui decisi di non tollerare più di dover discutere con chi occupava  lo stallo in concessione a mio figlio…

Sentinelle elettroniche per segnalare il buzzurro che parcheggia nel posto riservato a un disabile

Nacque così la prima idea di un dissuasore. La prima versione era un cancelletto che si alzava e abbassava con il telecomando. Semplicissimo e efficace

Arriva “Tommy” il dissuasore elettronico per parcheggi disabili

Naturalmente ci fu subito chi obiettò che non fosse “politicamente corretto” un intervento così simile a una barriera…”I diritti non si impongono!!!” Ok ok abbiamo capito…Chiederemo ancora ai passanti…”Scusi sa di chi è questa macchina?”

Tommy è vergognoso? Forse per chi non c’ha pensato prima…

Intanto il prototipo viene migliorato nel design e nelle funzionalità, ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dice che è fuorilegge. Nel parcheggio può fermarsi chi vuole…

Arriva il no ministeriale al dissuasore Tommy. C’è libertà di fermata nei parcheggi disabili

Niente da fare il codice antidiluviano  ha una norma che dice che per fare manovra anche l’ occupazione temporanea dello stallo è ammessa. Tommy viene rimosso e la sperimentazione bloccata.

Tommy è stato rimosso. Ha vinto l’indifferenza e la “manovra di fermata”

Poi abbiamo l’intuizione. Perchè sbarrare l’ entrata? Alla fine non dobbiamo definire nessun territorio, il suolo è pubblico e nessuno vuole espropriare i cittadini . Ci basta che la gente capisca che chi occupa un posto destinato a una persona disabile commette un furto. La nostra è una battaglia di cultura e di sensibilizzazione della coscienza civile di tutti. Ci basta ricordare che l’ indifferenza equivale alla complicità in una rapina. Poi ognuno si regoli come meglio crede.

Non sarà certo una sirena antifurto di pochi secondi a rovinare la pubblica quiete. Tolleriamo tutti per il bene comune che suonino le sirene collegate alle auto in sosta, alle saracinesche dei negozi, alle serrande degli appartamenti.  Suonerà una sirena in più per avvertire la collettività che qualcuno sta rubando qualcosa...E’ poca cosa per voi che già pensate al disturbo? Ci dispiace,  a noi a volte quel furto rovina la vita.

Ecco quindi che a luglio 2015 a fronte del nuovo prototipo dal Ministero ci chiedono di avviare la sperimentazione; a settembre 2015: avviamo sperimentazione con supervisione tecnica dell’agenzia della mobità; 2 novembre 2015: visti gli esiti del collaudo, parere favorevole alla istallazione da parte del ministero (vedi allegato prot. 5707).

Allegati in pdf

  1. Relazione-tecnica_Tommy_10-09-15
  2.  Parere Ministero dei trasporti su sperimentazione Tommy_(prot-5707-del-02-11-2015)

Guarda gallery Tommy render


COMUNICATO STAMPA

ACI E ROMA CAPITALE LANCIANO “TOMMY 2.0” A FAVORE DEI DISABILI

L’Automobile Club d’Italia, l’Automobile Club Roma, ACI Consult e Insettopia insieme al Comune istalleranno in vari punti della Capitale il dispositivo che tutela le aree di sosta riservate ai disabili.

In occasione della Settimana europea della Mobilità che si protrae fino al 22 settembre, l’Automobile Club d’Italia e Roma Capitale annunciano la sperimentazione estesa su strada del dispositivo “Tommy 2.0”, a tutela delle aree di sosta riservate ai disabili. Il prototipo di “Tommy” è già stato testato in anteprima nazionale, sempre a Roma, con forte gradimento di cittadini ed automobilisti, ma varie trafile burocratiche ne hanno ostacolato il riconoscimento normativo e la diffusione sul territorio, esponendo la mobilità dei disabili ai rischi derivanti dalla maleducazione e dalla disattenzione degli utenti della strada. La sperimentazione di “Tommy 2.0” è stata approvata anche dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il dispositivo è semplice, economico e di facile istallazione: un sensore verifica l’occupazione dell’area ed attiva un segnale sonoro in presenza di veicoli non autorizzati. L’allarme si interrompe quando il parcheggio viene liberato dal trasgressore oppure con il telecomando abilitato. Durante i test finora condotti dall’ACI, la sensibilizzazione acustica e il conseguente “effetto gogna” per i trasgressori hanno dimostrato più efficacia della semplice sanzione nello scongiurare l’occupazione impropria degli spazi riservati ai disabili. “Tommy 2.0” sarà inizialmente istallato nel I (20 settembre ore 10.30 via Tommaso Gulli angolo Viale Mazzini) e XIII Municipio (20 settembre ore 14.00 via Forte Boccea 50), per poi essere esteso ad altre aree della città.

La valenza sociale del progetto è stata riconosciuta anche dalla Federazione Internazionale dell’Automobile. Il nome Tommy deriva da Tommaso, figlio autistico di Gianluca Nicoletti, fondatore di Insettopia: una onlus ma anche un’idea di città ideale, in cui un disabile può parcheggiare nel posto assegnatogli senza temere di trovarlo occupato. Il progetto è stato poi ingegnerizzato da ACI Consult, società del gruppo ACI specializzata in servizi per l’ambiente e la mobilità, il cui direttore Riccardo Colicchia dichiara: “più che a dissuadere dalla sosta selvaggia, Tommy serve a sensibilizzare gli automobilisti sull’osservanza delle regole del Codice della Strada e più in generale sul rispetto dei diritti comuni”.

“La mobilità è un diritto inalienabile tutelato dalla Costituzione – ha dichiarato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – ed ACI ne è il primo garante verso le istituzioni e i cittadini”. “La peculiarità di una città come la Capitale – ha affermato la presidente dell’Automobile Club Roma, Giuseppina Fusco – richiede il massimo sforzo della filiera territoriale della mobilità per consentire ai cittadini di muoversi in modo responsabile e sostenibile”.

(Scarica il Pdf del comunicato stampa Aci Roma Capitale su Tommy)

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