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Teppautistici in vacanza? Quei povevini è meglio tenevli a casa!

0105.scan ed edit by aquila

Non abbiamo trovato migliore esempio per illustrare il tipo umano descritto da Gabriella che l’autore televisivo in Val d’Orcia di “La loggia del fast food”, catartica storia dell’eterno Andrea Pazienza 

Quando arriva il caldo e i telegiornali si arricchiscono di servizi sulle spiagge frequentate dai vip, su cosa mangiare per combattere l’afa, sui nuovi parchi acquatici, tu già conti i giorni che mancano alla fine di agosto quando la maggior parte delle persone ritornerà a casa, quando riprenderanno tutte le attività riabilitative, ludiche e sportive.

Lo scotto da pagare è però sentire i lamenti di chi è andato in vacanza e dice di essere tornato più stanco di prima, di chi giura – per l’ennesima volta – che il prossimo anno starà a casa. Bene! A partire da agosto 2017, propongo di lasciare i nostri figli per una settimana con queste lamentevoli persone. Potrebbe essere un corso di educazione civica in grado di dare dei punti come alla Coop che puoi scalare alla spesa successiva. Si unirebbe l’utile al dilettevole e l’impresa sarebbe meno onerosa.

Per lo sconto si può sopportare tutto. Sarebbe d’aiuto ai nostri figli perché si troverebbero di fronte proprio quelle persone che si stressano nel vederli al ristorante o che esclamano in maniera blasé alle cene importanti: Quei povevini è meglio tenevli a casa!

I primi partecipanti al corso di sopravvivenza estiva, che niente ha da invidiare ai più famosi format televisivi, si troveranno ad affrontare sfide in grado di fiaccare il più esperto tra le truppe speciali di assalto. Bisogna essere dei veri programmatori, addestrati a risolvere ogni imprevisto con una velocità di pensiero che quella della luce sembra poca roba, mantenendo il sangue freddo quando l’istinto ti spingerebbe a sciorinare ogni parolaccia in ordine alfabetico. Non è semplice ed ecco un esempio esplicativo buono per l’allenamento.

Programma: passare una giornata fuori casa, magari anche il pranzo

Tempo: ottimo, sole pieno sia nella tua regione che in quelle limitrofe (hai consultato i siti meteo nei due giorni precedenti la prova)

Mezzo di trasporto: auto, senza alcun dubbio

Dove: mare, monti o lago. Dopo valutazioni circa i km da percorrere e il possibile traffico che allungherebbe il tempo di attesa potendo innescare comportamenti problema, decidi di andare alle terme perché 100 km sono una distanza ragionevole, perché non c’è la sabbia che potrebbe infastidire, perché le vasche sono accessibili a tutti, perché l’acqua è calda, perché vicino ci sono delle strutture ricettive dove andarsi a rifugiare nelle difficoltà.

Tutto perfetto e tu, ormai allenata da 24 anni di corsi di sopravvivenza, ti senti felice, soddisfatta della scelta e già immagini una giornata diversa dalle altre, magari la prima di una lunga serie che ti faccia assomigliare al resto dell’Umanità…ma non hai considerato l’unica variabile che ti manda in malora la giornata: il vento che, quando passa da 15 a 20 nodi, oltre a fare oscillare gli arbusti, scuote i capelli e questo abbassa drasticamente e velocemente la soglia di tolleranza allo stress. Manifestare una calma salomonica mantenendo un sorriso vero non serve a niente. Puoi parlare, raccontare di quella volta che il vento ti ha divertito tanto, di come possa sparire come per magia. Niente. A quel punto, come da manuale, non puoi far altro che riprendere la macchina e tornare a casa.

Obiettivo: non raggiunto

Svantaggi: acidità di stomaco, benzina sprecata, usura delle gomme

Vantaggi: arrivi a casa giusto per il pranzo e, in qualche modo, hai trascorso metà della tua giornata. Ti sono rimasti solamente 24 giorni all’alba.

 

Gabriella La Roveregabriella

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