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Grazie a tutti! Il bambino autistico di Amatrice ha trovato casa e terapie a L'Aquila

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Una casa e 15 ore di terapia settimanali: da l’Aquila hanno risposto con questa offerta all’appello della famiglia di Amatrice pubblicato ieri sera. La madre Roberta aveva raccontato che lei e il figlio vivevano in un camper da dopo il terremoto, ma la sua maggiore preoccupazione era per il piccolo Marco autistico e quindi ancora più colpito dal senso di oppressione del post sisma. 

Dalla prossima settimana Roberta, suo marito, suo figlio Marco, bambino autistico di 10 anni e la figlia maggiore avranno una nuova casa nel capoluogo abruzzese che ha deciso di accoglierli. Non solo, per il piccolo verranno messe a disposizione anche 15 ore di terapia settimanali così come a noi anticipato da Dario Verzulli di Autismo Abruzzo Onlus.

Non esistono aspetti positivi nella tragedia di un terremoto, ma è giusto rimarcare che in poche ore, nel corso della notte di ieri sono arrivate decine di proposte di alloggio per la famiglia di Amatrice, da ogni parte del paese: c’è chi metteva a disposizione la propria casa delle vacanze, chi stanze della propria abitazione principale, associazioni e imprenditori pronti a rimborsare tutti i costi.

Speriamo che per Roberta e per tutti gli altri abitanti dei comuni colpiti si possa riprendere ad avere una prospettiva, questo ci sembra un piccolo passo verso quella direzione.

Grazie a tutti coloro che ci hanno scritto, alla Prefettura di Rieti, al Comune de l’Aquila e ad Autismo Abruzzo Onlus e in bocca al lupo al piccolo Marco e alla sua famiglia.

Ricordiamo che a l’ Aquila a sostegno delle famiglie con persone autistiche delle zone terremotate, il personale del CRRA in ospedale e gli operatori del Centro Riabilitativo di Collemaggio sono a disposizione per consulenza di emergenza.

E’ possibile chiamare al 3288352370 (direttore Crra), al centro Casa di Michele 0862 22149, e in ospedale allo 0862 368627.

Sulle macerie del terremoto un bambino autistico  ha trovato la strada di un corretto trattamento

famiglia galli 2Vorrei fare una breve riflessione su questo “caso di autismo seppellito” che viene alla luce dopo un terremoto. La madre Roberta ha avuto il coraggio di chiedere un aiuto “particolare” per suo figlio Marco, un bambino autistico di 10 anni che viveva con lei ad Amatrice, che come i suoi concittadini si è trovato al centro di una tragedia devastante.

Perchè dico “ha avuto coraggio”, lo dico perchè la sua è stata una scelta difficile, che le è costata la disapprovazione di molte persone a lei vicine, chi ha detto che non era giusto che facesse una richiesta di questo genere, chi addirittura le ha detto che “non aveva rispetto dei morti”.

Quale è stata la sua colpa? Aver chiesto che qualcuno competente si prendesse cura del figlio autistico, di averlo chiesto ora che il suo paese è al centro dell’attenzione pubblica, di aver immaginato che solo ora qualcuno si sarebbe potuto accorgere del suo problema. Si perchè Marco non ha mai avuto nessun trattamento specifico per il suo autismo, ad Amatrice non si poteva certo pensare che ci fossero persone e strutture specializzate in autistici, figuriamoci, c’è difficoltà a trovarne persino a Milano e a Roma…

Il nostro appello ha invece raggiunto il risultato migliore possibile, per sua fortuna Amatrice è praticamente a due ore di strada dall’Aquila, dove esiste una realtà molto attiva per la presa in carico di autistici. Ora Marco potrà contare su circa 15 ore alla settimana di terapia affidato a personale qualificato e senza alcun costo per la famiglia, oltre ad andare in un’ abitazione sicura e antisismica piuttosto che dormire in roulotte (nel territorio dell’Aquila per informazione ci sono parecchie case costruite per il sisma di sette anni fa ma ora vuote e disponibili). La madre  probabilmente non avrebbe mai pensato possibile che a pochi chilometri da casa sua esistesse un servizio per l’autismo, ancora una volta ci rendiamo conto di quanto sia indispensabile creare una rete di informazione tra le famiglie. Una rete immediata che superi barriere territoriali e soprattutto culturali.

Monitoreremo la storia di Marco e della sua famiglia nella nuova realtà aquilana, seguiremo questa storia perchè è un esempio di quello che sarebbe possibile fare se ci fosse maggiore passaggio di informazione e soprattutto ci fosse un presidio solidale attorno alle famiglie con figli come i nostri, famiglie che spesso non hanno ben chiare le loro priorità e i loro diritti, e passano il tempo aspettano che qualcosa accada.

Ne approfitto per una seconda riflessione. Sono restato impressionato dalla mole di offerte di alloggio e sostegno che sono arrivate da tutta Italia solo a seguito di un pezzo scritto su “per noi autistici”. Sono infinitamente grato a quanti hanno avuto la sensibilità di intuire la particolarità del bisogno e si è fatto generosamente avanti, abbiamo girato tutte le mail che abbiamo ricevuto a Roberta che appena si sarà sistemata provvederà sicuramente a ringraziare tutti.

E’ un segnale interessante e importante che ci sprona ad andare avanti con la seconda fase di questa nostra area informativa. Stiamo come è noto lavorando a un’applicazione che renderà ancora più facile fare rete in situazioni di bisogno, ma anche e soprattutto per aiutarci tra noi nei mille problemi del quotidiano, senza che ci sia più la necessità di un terremoto per accorgerci che un bambino autistico dovrebbe avere le attenzioni che il suo stato richiederebbe in ogni paese che vuole dirsi civile.

Il nostro pensiero va comunque e ancora di più alle tante vittime di questo terremoto e a tutte le altre persone che in questo momento sono nello sconforto e nella paura del futuro. Speriamo che la storia di Marco, al momento a lieto fine, sia un buon auspicio per la rinascita della speranza in tutti i suoi concittadini.

Gianluca Nicoletti

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