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Ancora su rettiliani e vaccini…Poi basta però!

nicorettiliano

Pubblichiamo questa lettera proprio per non sentirci dire che censuriamo le opinioni. Ci scrive Sefano Montanari un ricercatore che si occupa nanopatologie e che, non so per quale ragione, mi parla della sua ricerca sugli effetti dei vaccini. E’ rimasto offeso del mio dirmi Rettiliano se i vaccini provocassero l’autismo, me ne farò una ragione, ma non deve convincere me o gente come me del rigore delle sue deduzioni, ma si confronti con la comunità scientifica e sottoponga ai suoi colleghi i suoi lavori. La scienza è un metodo e lui lo sa meglio di me, in assenza di evidenze io continuo a pensare esattamente quello che lui mi contesta quando scrive: “Assimilare i risultati inoppugnabili di analisi scientifiche controllabili e ripetibili da chiunque alle visioni dei rettiliani, mi creda, non è utile. Anzi, il sarcasmo serve solo a fornire una specie di alibi, per goffo e grottesco che sia, a chi, invece, dovrebbe lavorare altrimenti.”

Certo caro dottor Montanari sono sarcastico, proprio perchè sono convinto che chi parla con rigore scientifico non è una voce nel deserto, non appartiene a una “scienza non ufficiale” ma è sottoposto alla verifica della comunità dei suoi colleghi. Con loro si confronti non con me, troppo facile altrimenti girarla sul “complotto” di corrotti dalle multinazionali farmaceutiche che devono lucrare sui vaccini ecc. E’ una storia che al momento per me vale come i cerchi sul grano e appunto i Rettiliani.

Lei sa, e non può non sapere, che il fatto che siano gli strati più colti della popolazione a impugnare la teoria dei cattivi vaccinatori non è un sintomo di pensiero illuminato, ma piuttosto di massiccio ritorno alla superstizione e allo sciamanesimo nella fascia che si definiva radical chic, e che oggi viene chiamata aristodem, ovvero quelle persone che seguendo un trend molto di moda  si ammazzano di diete folli solo perché convinte che il crudismo, il paleolitico, o la dieta del ghiaccio possa farli stare bene. Sono gli stessi che vanno dai cartomanti, dagli yogin de noantri, dai maestri di vita, dai guaritori occulti. Gli stessi che mangiano fusion e scendono in piazza per le scie chimiche, che difendevano Stamina e che si curano con l’ omeopatia perché pensano sia l’ unica cura che funzioni veramente. Non mi porti a esempio della scienza chi fa il saluto al sole e chi passa i fine settimana negli ashram del paraguru del momento. E’ più facile credere nel complotto che avere fiducia nella scienza, lo sa lei e lo sappiamo tutti, le opinioni si formano sui flussi emotivi e oggi anche sui social, a colpi di cuccioli strappacuore e di massime di Osho. 

E mi creda non soffro di nessun pregiudizio, mi sono appassionato di ogni genere di letteratura, di religione, di credenza e di follia.  Posso credere in tutto, compresi elfi, fate e gnomi. Tutto lecitamente credibile e a volte anche divertente purchè non provochi danni alle persone, invece continuare a fuorviare sui vaccini avvelenatori le energie delle famiglie con figli autistici,  di sicuro disperate e se vuole pure ingenue, è un’ operazione veramente criminale.

Sto girando l’ Italia per girare il nostro film sull’autismo e non ne posso più di vedere persone che dilapidano risorse economiche e energie mentali in inutili diete disintossicanti, in chelazioni, in terapie staminali, in camere iperbariche…Proprio perchè qualcuno ha soffiato loro nell’orecchio che i vaccini avvelenatori sono la causa dell’autismo, che solo togliendo quei veleni ai ragazzi si arriverà alla guarigione. Per questi continuerò a dirmi Rettiliano quando mi si parla dei vaccini con l’ approssimazione degli autodidatti. Ripeto cerchi la credibilità verso i suoi colleghi scienziati non con me, qualunque prova mi portasse io non avrei nessuno strumento per verificarla…Parli a loro di limiti culturali, non a me, che ne ho molti, di sicuro, ma non è compito mio occuparmi di ricerca scientifica. Detto questo di vaccini non mi interessa più parlare, il tempo passa e i nostri giganti, vaccinati o no, autistici resteranno a vita, anche quando la nostra vita sarà  un ricordo per tutti.

Io sto girando molto per l’ Italia e cerco di dare voce alle persone che non ne hanno, prendo atto della consulenza che mi ha inviato sotto forma di mail (non richiesta) non si aspetti il bonifico però, le confesso che leggere le faq della sua pagina “Conferenze e consulenze” è stato comunque per me illuminante. 

(Gianluca Nicoletti)

 

Egr. sig. Nicoletti,

Ammetto con un po’ d’imbarazzo di non aver saputo chi Lei sia fino a che ora un amico non mi ha sottoposto un Suo articolo in cui Lei si prende gioco di chi da anni lavora scientificamente sui vaccini. Con tutto il rispetto e con la simpatia verso chi ho appreso essere padre di un figlio autistico, mi permetto di scriverle qualche riga in proposito.

Vede, sig. Nicoletti, io non ho alcun interesse a comunicare un risultato piuttosto che un altro: con me ce l’hanno tanto coloro che vaccinerebbero con convinzione anche il sofà di casa quanto quelli per i quali i vaccini sono responsabili pure delle guerre puniche. Inoltre, io non ricavo un centesimo comunque e dai vaccini traggo solo seccature e insulti bipartisan.

Insieme con mia moglie, per una disgrazia del destino, negli Anni Novanta io ebbi a scoprire quelle che ora si chiamano nanopatologie, vale a dire, semplificando, i guai sanitari prodotti agli organismi animali (e l’Homo sapiens non è altro che un primate senza coda) dalle micro- e dalle nanoparticelle solide, inorganiche e non biodegradabili, qualunque sia la loro origine e comunque entrino nel corpo.

Nel corso delle nostre ricerche, una dozzina d’anni fa, su richiesta dell’Università di Mainz noi analizzammo qualche campione di un certo vaccino con un metodo di microscopia elettronica nostro validato da due ricerche comunitarie europee ideate e condotte da mia moglie e, non senza sorpresa, ci trovammo degl’inquinanti che corrispondevano alle caratteristiche di ciò che stavamo studiando. Da allora abbiamo analizzato 30 tipi di vaccini diversi, e quelle analisi furono eseguite per un’altra università, per una procura della Repubblica, per gruppi italiani e stranieri e per noi stessi. Ad oggi il solo vaccino pulito è risultato essere l’unico per uso veterinario analizzato.

Ora abbiamo in analisi altri due campioni e, a lavori in corso, non posso altro che dire che ciò che abbiamo già visto è, a dir poco, preoccupante.

Capisco che per un non addetto ai lavori non sia immediato rendersi conto del problema, ma Le assicuro che il problema c’è ed è grave: anzi, decisamente molto grave perché, se non altro e prescindendo dalle ripercussioni sanitarie, il fatto mette in questione non solo i metodi di produzione ma anche quelli di controllo. È così che si sta negando in modo impacciato e facendo solo ricorso ad un “lei non sa chi sono io” che lascia il tempo che trova un’evidenza che più evidente non potrebbe essere e, per fare questo, si approfitta anche della buona fede di chi, per mestiere, fa informazione.

Ora parallelamente a noi lavorano scienziati di alto livello provenienti da centri di ricerca europei e americani e nessuno è “contro i vaccini”, non foss’altro che perché non è ragionevole schierarsi contro un’arma potenzialmente utile. Da scienziati, piccoli o grandi non fa differenza, senza preconcetti né conflitti d’interesse noi cerchiamo solo chiarezza, e chiarezza ci piacerebbe avere anche dagli altri lati delle tante barricate che si sono allestite su un argomento di cui un’infinità di bocche parla ma ben poche lo fanno come si fa in campo scientifico, quello vero, intendo, e non quello delle star televisive: con dati propri.

Assimilare i risultati inoppugnabili di analisi scientifiche controllabili e ripetibili da chiunque alle visioni dei rettiliani, mi creda, non è utile. Anzi, il sarcasmo serve solo a fornire una specie di alibi, per goffo e grottesco che sia, a chi, invece, dovrebbe lavorare altrimenti. Si lasci dire da un vecchio che è sempre meglio parlare di ciò che si conosce di prima mano e per conoscere i vaccini di prima mano bisogna averli analizzati personalmente.

Fino a che si continuerà a fingere che i problemi non esistano, i problemi esisteranno senza essere risolti, e i vaccini, così come sono prodotti, sperimentati, controllati, somministrati ed illustrati oggi, di problemi ne hanno oggettivamente in quantità.

Sicuramente Lei avrà letto che le vaccinazioni sono in diminuzione proprio presso gli strati più colti della popolazione e, magari, si sarà pure domandato il perché. Né Le sarà sfuggito come, per mantenere la pratica, si stiano minacciando azioni obiettivamente contraddistinte da violenza e illegalità, e, ancora una volta, magari se ne sarà chiesta la ragione.

Personalmente, io credo che, se non si vuole perdere un’invenzione brillante della medicina risalente a circa 3.000 anni fa (sì, i primi documenti scritti sui vaccini sono indiani e risalgono proprio ad allora), sarà indispensabile rinunciare alle posizioni da tifoso e ragionare onestamente, meglio se consci dei propri limiti culturali che, ovviamente, esistono per chiunque.

La saluto distintamente e, se permette, con cordialità,

Stefano Montanari

 

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