Fanta-autismo

UNA LEGGE FANTASMA, COME I NOSTRI FIGLI

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Ci arriva una lettera di Irene mamma di Tommaso che spesso ospitiamo con le sue opinioni. Questa volta abbiamo avuto qualche perplessità perché soprattutto nella parte finale potrebbe sembrare un endorsement troppo smaccato alle nostre iniziative, soprattutto al film a cui stiamo lavorando, ma visto che è il suo pensiero e non l’ abbiamo certo “manovrata” perché lo esprimesse lo pubblichiamo per esteso, siamo anche un po’ stufi di dover fare sempre i modestini, silenziosini, bravini…Quello che dice Irene è vero, chiederemo anche noi un contributo pubblico per il nostro film, ma prima lo finiamo così nessuno ci dice come dovrebbe essere orientato. (GN)


Perché non mi stupisce il colpo basso arrivato, come sottolinea Gianluca Nicoletti, “in una afosa giornata estiva” istituzionalmente il momento migliore per far arrivare le tegole sulla testa dei più deboli? La storia politica italiana è piena di estive fregature, consumate vigliaccamente e consapevolmente nelle stanze istituzionali rinfrescate dall’aria condizionata pagata da noi.

Questa sulle mancate “promesse” fatte dal ministro Lorenzin, auspicate dal Capo dello Stato ed altri fenomeni politici è secondo me la goccia che fa traboccare il vaso. Ai tempi in cui è stata approvata la fantastica legge sull’autismo, alla quale hanno brindato i relatori e i vari codazzi inutili di persone che non sanno neanche cosa significhi stare per due ore insieme ad una persona autistica, io e molti altri abbiamo pensato e detto che non era realistico fare una legge in cui si parla di diagnosi precoce, formazione, sostegno alle famiglie SENZA SOLDI.

Le risposte che sono arrivate erano del tono: “Sempre meglio una legge senza soldi che niente”. E io, evidentemente dura di comprendonio, ripetevo: “Ma come si fanno tutte quelle belle cose scritte senza soldi?” Poi sono arrivate le promesse…promesse! Perdonatemi, forse sono troppo vecchia, ma come si può pensare di accontentarsi di una PROMESSA da parte di persone e istituzioni che tutti i giorni tagliano servizi sulla nostra pelle, non solo quella degli autistici, ma di tutti i cittadini!

La verità è che delle persone autistiche, come dei disabili in generale, non frega niente a nessuno, sono un argomento da tirare fuori a tempo, in prossimità di elezioni, giornate commemorative, per fare da optional polically correct ad uso e consumo del politico di turno. Io direi che è arrivato il momento di dire BASTA:

BASTA con i sempiterni tavoli di discussione dove vengono chiamati più o meno sempre gli stessi e vengono dette sempre le stesse cose che puntualmente restano disattese;

BASTA con la confusione voluta sull’autismo che da quando era un problema sconosciuto alla maggioranza della popolazione italiana (per molti versi lo è ancora, purtroppo) è diventato il contenitore di mille patologie vere e presunte che comodamente vengono etichettate con il bollino di autistico. Questo fa molto comodo a certa superficiale e sommaria politica a livello nazionale, ma soprattutto a livello locale e non fa altro che stemperare e allontanare soluzioni;

BASTA con questa colpevole elusione della Costituzione Italiana che dovrebbe garantire uguali diritti, dignità e possibilità a TUTTI INDISCRIMINATAMENTE e parlo dell’articolo 3 della Costituzione che non è modificabile;

BASTA con la mancanza di rispetto per i nostri figli e per noi che, quotidianamente, ci inventiamo una vita decente per loro, tra mille difficoltà e sacrifici, facendo sforzi economici, rinunce personali, salti mortali per dargli visibilità e dignità;

BASTA con il dover elemosinare diritti sanciti da leggi dello Stato, ma soprattutto

BASTA CON LE PRESE IN GIRO PERCHE’DI QUESTO SI TRATTA: DI UNA COLOSSALE, BEFFARDA, OSCENA PRESA IN GIRO.

E chi si preoccupa o lancia il sasso che “l’acredine delle famiglie” possa danneggiare i rapporti con la politica e magari provocare “ritorsioni” nei nostri confronti probabilmente non conosce le nostre realtà quotidiane e dunque lo invito a passare una giornata in una delle nostre famiglie per toccare con mano, cosa che dovrebbero fare in molti. Aggiungo che “l’acredine” (simpatico eufemismo per significare la disperazione ) non credo che ci possa togliere cose che non abbiamo e non avremo mai.

La mia proposta è la seguente: se in queste torride giornate c’è stato qualcuno che ha potuto tirarci questa fantastica sòla, come si dice a Roma, ci sarà anche qualcuno che possa ricevere una delegazione di genitori, ATTENZIONE GENITORI, NON SOLO I SOLITI PORTAVOCE DELLE SOLITE ORGANIZZAZIONI, per darci una spiegazione in merito.

Infine mi corre l’obbligo di fare una notazione: il film che con tanto impegno e sacrificio sta girando Gianluca Nicoletti potrà vedere la luce solo grazie ad un crowdfunding pur essendo un lavoro di interesse per tutti: perché NESSUNO ha pensato di offrire a Gianluca e alla sua meritoria idea il patrocinio che lo Stato dà ai progetti di interesse culturale? Ho visto ricevere questi contributi produzioni a dir poco discutibili, perché per TOMMY E GLI ALTRI no? Attendo risposte, molte risposte.

ireneelIrene Gironi Carnevale

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