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L'autistico Ariele che cercava Van Gogh e trovò Umberto D.

Un dipinto di Ariele


Cynthia Fiumanò ci aveva scritto una lettera una settimana fa, la vedo solo questa mattina e non posso fare a meno di condividerla. La storia della maturità inferta alla vigliacca al suo ragazzo Ariele è amara e ricorrente. Il mito su cui è fondato il principio di esistenza di una scuola aperta ai disabili “che tutto il mondo ci invidia” è quello di un’ inclusione farlocca e virtuale, che spesso è un pretesto solamente per riempire dei verbali di GLH, per confermare il fatto che tutti hanno fatto tutto il possibile, per suggellare un patto tra scuola e famiglia, basato sull’ ipocrisia da una parte e sulla rassegnazione dall’altra. In fondo dobbiamo stare zitti, la scuola ci ha fornito per anni un deposito per i nostri figli, abbiamo respirato per tante mattine, possiamo quindi lamentarci di professori lazzaroni, ignoranti e refrattari? No di certo. Ariele, a dispetto di quella commissione di poveri umarell fermi agli anni del dopoguerra, forse lo salverà la sua vena di artista, speriamo che la madre abbia la forza di sostenerlo. I professori di retroguardia resteranno prigionieri della loro mitologia post-neorealista che odora di pipì di gatto, noi autistici, che siamo altrove, continueremo  a vederci tra campi di papaveri e girasole assieme a ogni altra disequazione vivente. (GN)

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Cynthia e Ariele

   L’ultima umiliazione che ha dovuto subire mio figlio Ariele ragazzo autistico di 20 anni giunto all’esame di maturità. Prima ammesso agli esami e poi bocciato non so se vorrà continuare la scuola, dopo tutto irato stress emotivo e nessun supporto da parte della commissione che lo ha esaminato, prima cercando di convincermi a non farlo presentare perché risultando assente sarebbe stato più facile bocciarlo, e poi sbuffando perché faceva perdere un sacco di tempo.

Il mio splendido ragazzo che ha presentato una tesina dal titolo. “Il rifiuto umano ” con i suoi lavori e un commento personale ad alcune opere di Van Gogh era degno di ammirazione.

I suoi insegnanti di sostegno hanno presentato le famose prove equipollenti spiegando che il ragazzo usa molte stereotipie verbali e un linguaggio ecolalico.

Niente da fare. Il candidato deve essere interrogato. Domanda : “cosa è una disequazione?”. Risposta: “disequazione”. “Cosa vuol dire sciuscià?”. Risposta :”sciuscià”.

Tralascio il resto. Sarebbe per me troppo umiliante ve sete che la sorte di mio figlio è in mano a persone che ignorano completamente che cosa sia l’autismo ma, cosa ancor più grave, non hanno fatto nemmeno lo sforzo di consultare internet per capire di che cosa stiamo parlando. Con i loro sguardi e il loro comportamenti mi dicevano: “hai visto ? Hai voluto portarlo fin qui. Non parla. Non capisce. Tu devi essere punita per questo arroganza!”

Cynthia Fiumanò

PS

Per conoscenza di tutti gli sventurati autistici e non segnalo in modo decisamente negativo il liceo artistico di Napoli Ss Apostoli. Mai dimenticherò la scritta NEGATIVO in corrispondenza del nome di mio figlio per i risultati dell’esame di maturità. Negativo a chi ?

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