Autismi & Autistici

Il fondatore dei Pink Floyd era Aspie

Barrett, l’Asperger e quei capolavori mancati (da LA STAMPA) Il leader dei Pink Floyd, il rapporto con le droghe un’amigdala fuori misura. La recensione di uno scrittore Aspie: “Con un aiuto chissà quanta altra musica ci avrebbe regalato”

Syd Barret, il fondatore dei Pink Floyd,


Il termine Aspie è stato coniato per la prima volta da Liane Holliday Willey, autrice di Pretending to be normal, nel 1999 ed è un modo breve e simpatico per indicare le persone con la Sindrome di Asperger, una forma di autismo che implica difficoltà relazionali, scarsa reciprocità sociale ed emotiva, difficoltà metacognitive (1) goffaggine motoria, interessi ristretti e ripetitivi. Non vi è invece ritardo cognitivo: il QI è nella media, se non superiore. Questo non significa che tutti gli Aspie siano dei geni: le nostre difficoltà relazionali e metacognitive, ossessioni e stereotipie ci rendono spesso la vita difficile, anche perché la società e le sue regole sono state fondate dal resto dei “normali”, che spesso non ci capiscono o fraintendono. Anche noi non capiamo e fraintendiamo loro, ma per sopravvivere siamo costretti ad adeguarci, non sempre riuscendoci.

Neurodiversi e neurotipici  

Proprio a causa di questa reciproca difficoltà metacognitiva (2), noi Aspie preferiamo considerarci Neurodiversi (ND), mentre la maggioranza degli umani sono i Neurotipici (NT): due modi di percepire il mondo e rapportarsi ad esso.Per la psichiatria la sindrome di Asperger è appunto una sindrome, per noi è un modo di essere. Pur rientrando nei disturbi pervasivi dello sviluppo, e rendendo la vita difficile soprattutto durante l’adolescenza, essa non compromette la possibilità di un’esistenza soddisfacente: troviamo degli Aspie tra gli scienziati della Silicon Walley (lo stesso Bill Gates probabilmente lo è), uomini politici, registi e attori. Le diagnosi sono molto recenti, poiché la studiosa Lorna Wing ha rimesso in luce gli studi di Hans Asperger (1906-1982) solo nel 1981, quindi molti di noi hanno scoperto di essere Aspie da adulti, dopo diagnosi errate e interventi spesso dannosi.

Il fondatore di Pink Floyd

Liane Holliday è Aspie, io sono Aspie. Lo era anche Syd Barret, il fondatore dei Pink  Floyd, uno dei musicisti più innovatori dello scorso secolo. O almeno lo sostiene, con dati attendibili, il giornalista Mario Campanella nel suo libro Syd Diamond, un genio chiamato Syd Barret, Arcana. Tra i tratti più salienti: la sinestesia manifestata sin dalla più tenera età; goffaggine, stereotipie, difficoltà di far fronte ai bisogni quotidiani più elementari; prosodia ed ecolalia, ricerca onomatopeica; isolamento sociale e mancanza di empatia (almeno nell’adolescenza). Il padre stesso, apprezzato chirurgo e pianista, aveva molti tratti aspergeriani. Secondo Campanella, proprio l’essere Aspie ha caratterizzato la sua musica, con i Pink Floyd e da solista, mentre le droghe sono state la principale causa del suo declino verso la personalità schizoide, con l’esclusione dalla band e l’isolamento dalle scene.

Nessuna diagnosi  

Non esiste nessuna diagnosi di schizofrenia, nessun ricovero o trattamento specifico per essa nella storia di Roger Barret detto Syd. Fu l’amico Roger Waters a mettere in giro questa voce, forse per darsi un alibi, o forse perché all’epoca il cervello era messo in secondo piano rispetto alla mente. Di conseguenza, l’ipotesi di una caratteristica biologica – di un modo di essere, purtroppo compromesso da un uso smodato di droghe – non era presa in considerazione. Lo stesso Ronald David Laing, autore di L’Io Diviso, teorico delle disfunzioni comunicative, non riuscì a trovare un approccio adeguato con Syd. «Poteva curare con le parole un uomo che aveva fatto della destrutturazione semiotica il segno del suo successo musicale?», scrive Campanella. Fatto sta che le allucinazioni arrivano in seguito all’assunzione delle droghe, quando il cervello è ormai stato danneggiato. Un danno tangibile, clinico.

Il saggio di Mario Campanella

Un’amigdala strana  

Continueremo a chiederci se la tossicodipendenza di Barret sia stata dettata dal bisogno di sfuggire a un successo e a delle responsabilità che non riusciva a reggere. È noto che noi Aspie abbiamo un’amigdala strana, siamo soggetti a forti ansie; come possiamo essere preda del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC). Le nostre stesse zone cerebrali interagiscono in modo un po’ diverso. L’epoca non ha aiutato Syd: forse, oggigiorno, si sarebbero notati alcuni suoi comportamenti anomali già quand’era ragazzo e lo si sarebbe potuto aiutare. Rimane aperta l’incognita se degli interventi cognitivi/comportamentali avrebbero potuto compromettere il suo genio.

 

Ragionare col rasoio  

Personalmente, rimango tra quelli identificano i Pink Floyd con Barret e il loro primo, insuperabile, album: The paper at the gates of down. Ciò che è venuto dopo rimane notevole, ma non allo stesso livello. In The dark of the moon e The Wall, Waters, Gilmour e soci parlano di follia, la mettono in scena con suoni superbi, ma è come se intellettualizzassero un discorso su di essa. È artefazione.Syd invece gioca con i suoni, viaggia nello spazio, mette in scena letture e sogni con giocosità. Ho amici che non approvano questa mia tranciante convinzione, ma è noto che noi Aspie ragioniamo col rasoio, passando spesso per saccenti e sapientini. Anche tra i musicisti abbiamo Aspie di genio, diagnosticati: su tutti David Byrne dei Talking Heads, oppure il pioniere della musica elettronica Gary Numan. Vivi tuttora, e in buona salute. Personalmente, credo che a Syd un aiuto cognitivista sarebbe giovato. Quanti altri capolavori avrebbe potuto darci?

note:

(1) preferisco questa definizione a quella di “mancanza di empatia” perché molti di noi Aspie provano emozioni e sono portati a sentire le difficoltà altrui, semmai non sanno come comportarsi o riconoscere le emozioni. La nostra palese difficoltà invece è comprendre cosa possono pensare gli altri leggendo le loro espressioni e la loro gestualità, oppure perceprire dei segnali emotivi che possiamo comprendere solo a livello cognitivo

(2) La musicista Aspie Maja Toudal parla di linguaggi diversi, come s’intende in antropologia

CLAUDIO UGHETTO

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