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Complimenti per il 100 a Samuele, studente autistico di Gela, ma poi non dimentichiamoci di lui

samuele e famiglia


“Ora Samuele è diventato il portavoce delle famiglie di ragazzi autistici di Gela, ma speriamo che, finito il clamore, non finisca anche l’attenzione. Proprio adesso c’è bisogno di aiuto per impedire che 16 anni di lavoro e impegno per renderlo il ragazzo brillante che è, svaniscano”. Provvidenza Infurna è la mamma di Samuele Di Natale, lo studente di 19 anni di Gela che ha preso il massimo dei voti alla maturità, conseguita al Liceo delle Scienze Umane, Dante Alighieri e diventato un simbolo, preso ad esempio anche dal Presidente del Consiglio. Matteo Renzi  ha voluto complimentarsi personalmente con lui e ringraziarlo “a nome di tutti gli italiani che credono nei sentimenti più profondi della comunità nazionale.” Per la famiglia Di Natale il risultato di Samuele è stato un traguardo importante, ma sono consapevoli che la salita, cominciata 17 anni fa quando gli è stato diagnosticata una forma severa di autismo, è ancora in salita e non bastano le parole.

Ha preparato il suo programma speciale con la preziosa insegnante di sostegno, Claudia Nucera e, il giorno della discussione, ha esposto tutto in maniera completa e senza farsi bloccare nemmeno dai complimenti della commissione, portando a termine il suo esame con la serietà e la serenità con cui ha vissuto questi 5 anni di scuola superiore al Liceo di Scienze Umane, Dante Alighieri di Gela. Samuele di Natale ha 19 anni, è autistico e da qualche giorno è il simbolo della forza di una famiglia, portata ad esempio a livello nazionale. Perchè, se ha preso 100 alla maturità e se lo ha fatto sorridendo, lo si deve al papà Orazio, alla mamma Provvidenza e ai suoi due fratelli Rosario e Antonio che lo hanno sempre seguito e hanno combattuto al suo fianco contro tutte le difficoltà che ha dovuto superare.
samuele“La scuola per Samuele non è cominciata bene. 15 anni fa non si conosceva l’autismo e l’ignoranza aveva convinto maestre e genitori che fosse meglio escluderlo, farlo stare solo in un banco, lontano dagli altri amichetti”. Provvidenza racconta con orgoglio una storia che l’ha  vista abbattuta, ma mai sconfitta. “Alle medie abbiamo trovato maggiore umanità, ma la ciliegina sulla torta sono state le superiori, dove abbiamo trovato accoglienza e disponibilità da parte di tutti: dai bidelli agli insegnanti e alle altre famiglie. Prima di scegliere l’istituto però confesso che non ho dormito la notte, avevo paura che di nuovo fosse escluso. Più dell’istruzione mi importava che Samele stesse bene.”

samuele 2La ricerca della scuola giusta ha visto i due genitori girare per il comune di Gela, un pellegrinaggio che conoscevano bene, perchè percorso in tutti questi anni nei quali, da soli, hanno trovato e pagato le terapie per far crescere il loro figlio speciale: quel bambino che da piccolo si nascondeva al suono del campanello e rimaneva chiuso nella sua camera, rifiutando il contatto con chiunque non fosse la madre, il padre o i fratelli. “Non è stato facile. Samuele non parlava e gli abbiamo tolto il pannolino a 6 anni. Ma poi abbiamo fatto le terapie, tutti i giorni, logopedia, psicomotricità, anche ippoterapia per tre anni: 600 euro al mese circa di spese. In una famiglia in cui ne entravano 1200 e c’erano anche altri due figli adolescenti è stata una bella impresa, ma i risultati ora ci ripagano di tutto.”
Samuele ha acquisito autonomia e capacità di relazionarsi, oltre a quella di concentrazione, ma all’impegno ha corrisposto anche la fortuna di aver trovato una insegnante di sostegno come Claudia Nucera che non lo ha mai lasciato e compagni di scuola, principalmente femmine, che lo hanno accolto. “I primi giorni io e mio marito lo accompagnavamo e rimanevamo fuori da scuola, quasi fino all’orario di uscita, perchè avevamo paura che stesse male, ma poi lo abbiamo visto sereno e abbiamo capito che potevamo lasciarlo più tranquilli. Così potevamo anche pensare alla sua istruzione che è stata seguita da persone competenti. Samuele non si sa esprimere benissimo, ma basta spiegargli le cose e capisce subito”
Una formazione che lo ha portato all’esame senza nessuna scorciatoia, un programma preparato con la sua insegnante e una discussione impeccabile, tanto da richiamare l’attenzione persino del Presidente del Consiglio.
“Il giorno dopo l’esame c’era il mercato a Gela, Samuele non ce l’ho mai portato e mi ha detto, a modo suo, in terza persona, che voleva andare per comprarsi un regalo. Mentre eravamo tra i banchi, mi ha chiamato il sottosegretario Faraone che ci ha messo un po’ per convincermi che non fosse uno scherzo e che sul serio voleva sapere l’orario più adatto per farmi chiamare dal Presidente del Consiglio che ci teneva a complimentarsi personalmente con Samuele”
Mattero Renzi ha chiamato e a rispondere ha trovato Provvidenza e Orazio, soddisfatti, commossi ma anche risoluti e convinti che tutto questo clamore non possa e non debba andare perduto. “Lo abbiamo ringraziato e gli abbiamo però anche ricordato che ora non sappiamo cosa fare per Samuele perchè qui a Gela non c’è niente.Vorremmo trovare un centro diurno dove continuare a fargli fare attività e magari farlo lavorare, perchè lui ne avrebbe tutte le competenze. La psicologa che lo ha in cura lo definisce il “calendario perpetuo” perchè ricorda tutto. Non abbiamo parlato solo a nome e per conto nostro, ma anche per tutte quelle famiglie che prima, ma di più ora, ci stanno contattando per unire gli sforzi e mantenere alta l’attenzione sui nostri problemi e le nostre richieste, qui, dove realmente tutto è sulle spalle di noi genitori.”

samuele-renzi
Così, se Samuele ha esposto a Renzi il suo desiderio, ossia incontrare Jerry Scotti, Orazio e Provvidenza sono stati chiari: spente le telecamere, se ci si dimentica di loro, del figlio e dei ragazzi che, come lui, vivono situazioni di difficoltà da superare e un futuro da costruire, tutto l’impegno e la fatica sarebbero sprecati e rimarrebbero solo belle parole, importanti, ma parole.

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