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Una madre propone l'app per incontri tra teppautistici in cerca d' affetto

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Una madre che non ha paura di raccontare i segnali di desiderio sessuale e affettivo del proprio figliolo autistico di 19 anni, fa una proposta che merita di essere discussa. Vorrebbe creare un’app per favorire l’incontro e la relazione per autistici adulti. In effetti l’ idea non fa una piega: i social network come, più nello specifico, app e i siti di dating, oramai rappresentano una delle più forti alternative ai luoghi d’ incontro concreti  frequentate dalle persone che cercano relazioni, affettività o anche semplicemente sesso. E’ anche una forma meno drastica di pensare l’affettività e sessualità di un disabile psichico solo legata ad assistenti specializzati o professionisti. Naturalmente porre mille obiezioni è semplicissimo. Potremmo dire che è una materia delicata, che non possono essere i genitori a decidere per i loro figli (come se non fosse stato fatto per secoli e ancora continua in maniera subliminale a esistere come prassi). Potremmo pure dire che il rischio è di creare ancora più isolamento e segregazione creando occasioni di socialità “profonda” solo tra persone dello spettro autistico. Comunque la proposta è formulata con tale candore e determinazione che, secondo noi, merita di essere approfondita e non lasciata nello sgabuzzino degli argomenti “indicibili”. Noi come abbiamo annunciato stiamo lavorando all’upgrade di questo sito, operazione che comporterà la creazione di un’ app destinata alle famiglie per scambiarsi informazioni su servizi essenziali o utili. Non è detto che questa particolare esigenza non possa rientrare tra questi. Ci piacerebbe avere riscontro e riflessioni da chi ci legge su quanto propone la nostra amica. (GN)


La mia idea è molto semplice. Esistono le agenzie matrimoniali e i siti di incontro per tutti. L’amore interessa i teppautistici? Io ho l’esperienza del mio ragazzo. Durante la sua adolescenza mi sono chiesta tante volte se riesce a fare da solo, se avrà nel frattempo la fantasia di pensare a qualche avvenente ragazza o no. A scuola veniva ripreso perché fissava troppo una qualche compagna e tutt’ora ogni tanto punta qualche ragazza fissandola e magari dondolando un pò.

Un’altra cosa che ho pensato è che tutta quella rabbia che ogni tanto si manifesta forse potrebbe essere attutita se ci fosse uno scambio di un qualche genere d’amore. Forse c’è già chi ci pensa, non lo so se esiste una “organizzazione” in questo ambito, ma a me capita di pensare che cerchiamo di procurargli un qualcosa che somigli a un lavoro, il pacchetto vacanze con amici compresi, amici per caso o per forza o per loro amici è una parola grossa. Il mio ragazzo quando finiscono le uscite dei sabati del sollievo (l’ho sempre considerato un po’ offensivo questo nome per lui, certo dipende dalla gravità) se per caso si incontrano con  qualcuno di questi amici non è che si fanno feste o si invitano per una pizza… finite le ore dell’educatore accompagnante basta, si pensa alle case famiglia per il dopo e magari già anche un po’ durante noi. Allora io penso ai cinque bisogni fondamentali dell’uomo che mi citò una volta una psicologa: nutrirsi e sue conseguenze, dormire, relazionarsi, sessualità.

Poi mi dico ma come faranno i preti? Se ce la fanno loro ce la può fare anche lui… (ma chi te lo dice che loro non facciano? Ndr) ma poi mi sembra così ingiusto una vita senza sentimento ed eventualmente qualche sua manifestazione. Tutti sappiamo che quando erano bambini era più facile ma ora? Quelle spalle forti, quel petto perfetto per appoggiarvi una guancia, non dico altro (censura) insomma sì lo so ci vuole anche il software oltre all’hardware… poi mi dico a lui interessa realmente? A volte si appoggia a me sul divano e ripete “titte titte” cercando di allungare un gomito a sotterfugio, e io: “eh queste sono della mamma per te ci vorrebbe una fidanzata, sai c’è chi la trova e chi no”… poi ripeto tutta quella rabbia si potrebbe stemperare… Allora mi dico perché non organizzare incontri tra famiglie con figli di età adeguata per vedere se si piacciono.

Forse potrebbero abbracciarsi,  baciarsi poi chissà, in un rapporto che nasce pian piano magari assistiti da un’assistente sessuale che deve solo fare teoria, che secondo me sarebbe anche meglio perché comunque dopo lei va a casa sua e basta mentre i ragazzi potrebbero anche costruire qualcosa. Poi in queste case famiglie, dovesse formarsi una coppia potrebbero vivere insieme e magari in due potrebbero rafforzarsi. Magari la spinta sessuale, una volta capito qualcosa,  potrebbe dare un po’ più di voglia di andare verso…chissà.  Quindi insomma la mia idea sarebbe costituire una banca dati, un blog, in cui le famiglie interessate potessero incontrarsi a tale fine.

Gegi Macchia


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