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Il virologo Burioni: la Rai non mi aveva avvertito che c'erano Red Ronnie e la Brigliadori a parlare di vaccini!

Abbiamo interpellato il professore Roberto Burioni dopo il clamore che ha sollevato  suo sfogo su Facebook. Il post è stato cliccato da due milioni di persone, ha persino superato gli spettatori  di Virus (1.280.000). La trasmissione di rai2 l’ aveva contrapposto a Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori che sostenevano il pericolo delle vaccinazioni e il loro legame con l’ autismo. (vedi articolo: La Rai chiama Red Ronnie e la Brigliadori a spiegarci che siamo autistici per colpa dei vaccini”)


Prof. Roberto Burioni

“Ho provato a chiedere chi ci sarebbe stato in trasmissione con me, mi hanno risposto vagamente e citato solo Maria Antonietta Farina Coscioni. Invece Red Ronnie ed Eleonora Brigliadori non sono stati menzionati. A saperlo, forse non sarei andato.”

Il professor Roberto Burioni, medico e ordinario di microbiologia e virologia all’Università San Raffaele di Milano, ha consegnato le sue riflessioni sulla vergognosa puntata di Virus nella quale si è dovuto confrontare proprio di vaccini con il dj di Bandiera Gialla e l’attrice di fiction, in un post che attualmente conta oltre 2 milioni di like e ha accettato di raccontarci come si è ritrovato in questa ridicola situazione e quali considerazioni ne ha tratto. Incredulità e rabbia verso chi ha la responsabilità di fare un’informazione corretta su questi temi che aumentano quando si tratta di servizio pubblico.

“Quando ho visto chi c’era in studio, mi son detto qui finisce male. Ho temuto perché so che siamo ormai in un mondo nel quale chi studia è arrogante e chi dice che 2 più 2 fa 5 è un libero pensatore che si oppone alle calcolatrici.”

Il professor Roberto Burioni prova ad essere ironico, ma proprio non riesce a concepire come la Rai abbia potuto nella puntata di Virus trasmessa ieri, 12 maggio, concedere più spazio a chi non ha alcuna conoscenza sul tema dei vaccini, facendo lanciare messaggi pericolosi e sconfessati dalla comunità scientifica mondiale, e relegato chi invece, come lui, studia quotidianamente la materia, in pochi minuti di risposta all’assurdo.

“ Probabilmente se avessi dovuto controbattere a tutte le scemenze che ha detto Red Ronnie, compresi gli errori grammaticali, non sarebbe bastata la notte, però non riesco proprio a tollerare che sia stata data a lui e alla Brigliadori maggiore dignità di intervento su un tema che ignorano completamente. Potevo andarmene, capita la situazione? Forse, ma non è nel mio stile. Alla fine, purtroppo, essere rimasto ha sancito che scienza e cialtroni non sono alla pari per certa informazione: si prediligono i cialtroni”

Per fortuna nei social pare si stia ribaltando l’equazione:

il post nel quale il professor ha scritto le sue riflessioni critiche sulla trasmissione ha superato l’audience della trasmissione: 2 milioni di clic contro 1 milione e 280 mila spettatori.

Una consolazione e una speranza rispetto alla vergogna di aver visto lanciare l’allarme sui collegamenti tra autismo e vaccino da due figure sconosciute alla comunità scientifica e non potrebbe essere diversamente, mentre il professor Burioni ha pubblicato studi sulle maggiori riviste scientifiche internazionali e viene chiamato nelle università più prestigiose, non risultano testi di virologia né di Red Ronnie, né della Brigliadori.

“E’ paradossale che la Rai dia più spazio e dignità al pensiero di un dj sui vaccini rispetto a quello di un esperto che posso essere io o un altro che però sa di cosa parla. So che sta montando l’irritazione negli apparati scientifici istituzionali rispetto a quanto accaduto. Io ero collegato da Milano con il microfono spento, ho avuto solo due minuti per parlare e ci ho tenuto almeno a ribattere sulla grande bugia del collegamento tra autismo e vaccini. Oltre ad essere una tesi smentita da tutta la comunità scientifica è una cattiveria. Non è possibile che si addossi alle famiglie che hanno figli autistici anche il senso di colpa di averli vaccinati per poi estorcere loro soldi con conseguenti cure fasulle. Non è accettabile che il servizio pubblico si sia prestato a questo. Dovrebbero prendere esempio dalla BBC che riconosce che non si possa far confrontare scienza e ingegno, astronomi e astrologi: su autismo e vaccini non ci sono due campane. Solo un cretino può collegarli!”

La comunità scientifica sta insorgendo, quella dei social sta prendendo posizione con migliaia di condivisione del post del professore, e la Rai?

“Finito il collegamento mi hanno tolto il microfono e salutato. Mi sono pure dovuto pagare il taxi da solo e ho controllato: non ci sono né mail né telefonate dalla Rai. Io continuo ad interpretare il mio ruolo con umiltà: il mio lavoro è progettare nuovi farmaci, non vaccini, e fare ricerca. Da quando mia figlia frequenta la scuola ho aggiunto l’esigenza di fare divulgazione: spiegare con alcuni post su Facebook perché è necessario vaccinare i nostri figli. Le numerose condivisioni mi hanno fatto capire che dovevo continuare. Sono disposto a spiegarlo a tutti: un genitore può chiedermi di fugare ogni dubbio, ma non posso e non voglio confrontarmi in merito con chi non ne sa nulla. Con un padre, una madre discuto con un cretino no. Ai miei studenti nell’ultima lezione, proprio sui vaccini ho detto: “se vi lamentate perché oggi contro i vaccini c’è Red Ronnie pensate che Jenner (il padre dell’immunizzazione ndr)  si doveva scontrare con Lord Byron. “

Da Byron a Red Ronnie il passo può sembrare immenso, non cambia però la sostanza: bisogna sapere di cosa si parla prima di prendersi la responsabilità di farlo davanti a milioni di persone, utilizzando un mezzo come la televisione e attraverso un servizio che viene pagato con le tasse dei cittadini. Su questo le conclusioni del professore sono nette.

“Il capo dei pompieri ha la responsabilità di non far entrare chi pensa che il fuoco si spenga con la benzina, i giornalisti hanno la responsabilità di cosa divulgano e di come lo fanno. Se l’ordine dei medici  ha radiato chi prende in giro le famiglie con teorie folli, è inaccettabile che lo Stato, attraverso la televisione pagata con le nostre tasse, conceda a chi le sostiene, senza alcuna competenza, anche lo spazio per divulgarle. Questo mi indigna veramente. E’ una vergogna!”

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