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Benedetta teppautistica che fa anche volontariato

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Oggi in 11 supermercati della catena Emi è tornata l’iniziativa “Metti in tavola la solidarietà” promossa dal Comitato Provinciale della CRI di Perugia e volta alla raccolta di generi alimentari per aiutare le famiglie del territorio che vivono in condizioni di estrema indigenza. Un’iniziativa che l’anno scorso ha raccolto prodotti per un valore di 14000 euro.

In ogni supermercato erano all’opera due team di volontari: uno all’ingresso per invogliare le persone a compare pasta, zucchero, latte o altro alimento tra quelli richiesti e un altro al banchetto dove i prodotti venivano messi in scatole di cartone, pesati e catalogati.

Che c’è di tanto straordinario da doverlo raccontare? La prima cosa riguarda i volontari della CRI. Confusi tra coloro che sono strutturati in organico, c’erano ragazzi del liceo scientifico e persone con disabilità fisica e mentale, tra cui Benedetta, ma così ben amalgamati e motivati che non si vedeva alcuna differenza. Erano tutti volontari, non disabili accanto a volontari, tutti insieme per un unico obiettivo, ognuno responsabile del compito assegnato e di chi era accanto.

A Benedetta era stato dato l’incarico di fermare educatamente le persone spiegando l’iniziativa. Poche sono state quelle che hanno tirato dritto, senza incrociare il suo sguardo; tutte le altre si sono fermate, hanno ascoltato e anche sorriso alla gioia di Benedetta per essere riuscita nell’intento, a quel suo oscillare la testa e battere le mani sorridendo. Insieme a lei una ragazza del liceo, più piccola di età e anche di statura. Nessun educatore a mediare la relazione che si è realizzata proprio perché c’era una forte motivazione. Benedetta e la sua nuova amica avevano un linguaggio comune dato dall’avere quasi la stessa età e dal sentirsi impegnate in un lavoro.

Nel gruppo che aveva il compito di mettere i generi alimentari nelle scatole c’erano due ragazzi non vedenti, anche loro inseriti perfettamente in una catena di montaggio che iniziava dall’assemblaggio della scatola per finire con il pesare e riporre la stessa in un luogo di deposito poco distante.

La seconda particolarità riguarda la generosità della gente comune. Nelle due ore che sono rimasta nel supermercato, mimetizzata tra la folla, pronta ad intervenire se si fossero create situazioni difficili, ho visto un via vai di persone a portare al banco della CRI anche un solo alimento. L’universo dei luoghi comuni, spesso amplificato dai social network, non ha avuto spazio nell’iniziativa di oggi. Nessun menefreghismo, né tantomeno discriminazione.

Cosa ha funzionato? L’aver avuto il coraggio di mettere insieme persone con medesime esigenze, con la voglia di stare insieme, di divertirsi e di trascorrere una giornata diversa. Questo deve essere il motore che spinge verso l’inserimento dei nostri figli nella società, senza paura, senza l’angoscia della responsabilità che frena slanci che sono invece educativi più di tanti metodi.


gabriellaGabriella La Rovere

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