Autismi & Autistici

Un minuto di video, negli occhi di un teppaustico

autismoAnche in Inghilterra qualcuno prova a girare una “soggettiva autistica”. Mentre qui da noi, da nord a sud Italia, continua il tour di “Tommy e gli altri“, la National Autistic Society del Regno Unito spara in rete poco più di un minuto di video per spiegare, senza parole, come veda il mondo un #teppautistico.

Can you make it to the end?

E in poco più di una settimana, sfonda quota 1,6 milioni di visualizzazioni su Youtube e colleziona una serie di commenti – per lo più positivi – che danno all’esperimento un valore aggiunto. Esperimento, sì, perché qui non si tratta del solito video “ammiccante” sull’autismo, che prova a strappare il sorriso o la lacrimuccia. Non ci sono bolle in questo video, perché madre e figlio (quella donna accanto al ragazzo dovrebbe essere la mamma, così la interpretiamo) non sono affatto in una bolla: sono in un centro commerciali, immersi e persi nel rumore, nelle luci, nelle immagini che arrivano agli occhi del ragazzo con una velocità e un disordine per lui insostenibili.

E solo in questo consiste il video: per un minuto e una manciata di secondi, gli occhi del ragazzo e la videocamera si fondono, mentre lui attraversa questo universo caotico per chiunque di noi. Ma per lui, evidentemente, molto di più, perché i suoi sensi, tutti quanti, sono molto più reattivi, sensibili, vulnerabili. Quel paio di scarpe slacciate dietro la tenda non sfugge allora alla sua attenzione, quelle luci quasi lo accecano. E poi il fruscio delle buste, perfino il tintinnio lieve delle monete diventano un rumore assordante. E l’odore del profumo spruzzato da una commessa arriva dritto al cervello. Lui prova a calmarsi, stringendo tra la mani il suo pupazzo, o contando, un numero dopo l’altro. Ma alla fine esplode, la crisi è inevitabile, la bolla scoppia anche se non c’era. L’imbarazzo è tangibile, ma “Io sono autistico”, spiega lui. Invitandoci tutti a cercare informazioni per capirlo meglio. Guardate il video e leggete i commenti e, se volete, fateci sapere se secondo voi questa “soggettiva autistica” funziona…

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