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Tutti noi un po' autistici e morsi dal ragno

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E’ strano che ancora nessuno abbia diagnosticato l’autismo a Peter Parker. In effetti il ragazzino che diventa Spiderman per il morso di un ragno geneticamente modificato ne avrebbe tutto l’ aspetto, è timido, socializza poco e, fattore non trascurabile in ogni vulgata fantautistica, ha una madre assente (anche perchè è morta, ma fa lo stesso). Gabriella La Rovere fa un salto mortale più ardito: siamo tutti stati morsi da quel ragnetto, perchè alla fine briciole di autismo sono in ognuno degli abitanti del mondo neurotipico.


Il 2 aprile non è solo la giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo, patologia che interessa almeno 600mila famiglie in tutta Italia, ma la giornata di ognuno di noi. Non sto facendo la solita trita demagogia che fa il pari con tutte le città dipinte di blu, ma riporto il risultato di uno studio scientifico fatto dall’Università di Bristol, dal Broad Institute di Harvard e dal MIT, in uscita su Nature Genetics.

La ricerca ha dimostrato che il rischio di sviluppare disturbi dello spettro autistico è poligenico, derivante dall’azione combinata – anche se piccola – di migliaia di differenze genetiche distribuite lungo il genoma. Alcuni casi sarebbero associati con variazioni genetiche de novo. Questo ha portato a ipotizzare che il rischio genetico è presente in ognuno di noi influenzando sia il comportamento che la comunicazione sociale.

Tutto ciò si risolve, in termini più semplici, nel fatto che il vicino di casa che si arrabbia per un nonnulla e che non risponde mai al saluto, forse ha qualche gene correlato con l’autismo. Gene che non si esprime al 100% perché sovrastato dalle voci degli altri, ma che comunque dice la sua, a suo modo.

Gli studiosi americani sulla base del legame genetico tra le difficoltà di comunicazione di una popolazione normotipica e quella con autismo conclamato, sono riusciti ad ottenere una visione di insieme del fenomeno che porterà in un futuro a poter identificare tratti più o meno caratteristici e individuare dei fattori di rischio correlati con lo sviluppo della malattia, così come è stato fatto per la pressione arteriosa e il colesterolo.

Leggere i risultati di questo lavoro scientifico consente alle tante persone affette da disturbi dello spettro autistico di sentirsi parte dell’Umanità.

L’espressione dei geni interessati è un fatto ancora avvolto nel mistero e sono geni presenti in ognuno di noi. Vuoi vedere che è il morso del ragno che rende i nostri figli dei moderni Spiderman?

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