Scuola & Tempo

Si parte: tutti in pulmino, l'autistico, da solo, in taxi

pulmino

Il bambino autistico è accolto bene all’interno della scuola dell’infanzia La Montagnola di Firenze: ha insegnante di sostegno ed educatore, come dovrebbe essere, soprattutto riesce a stare bene con gli altri compagni. Anche sulla sua storia incombe però la partecipazione alle gite scolastiche. Finora è sempre andato, ma per quella di maggio c’è un problema in più: sul pulmino non c’è posto per la sua insegnante di sostegno che non può venire nemmeno a piedi e con la sua macchina, perché la scuola dichiara di non avere i fondi per la copertura assicurativa. Paradossale la soluzione proposta: o l’intera scolaresca si muove a piedi oppure il bambino viene in taxi con l’insegnante. La mamma protesta e si rivolge direttamente al Comune.

Sembra ormai un romanzo a puntate: l’esclusione dell’autistico dalla gita scolastica. Di romantico però c’è ben poco, più chiari i toni del grottesco come nell’ennesimo caso che riguarda un bambino autistico di una scuola dell’infanzia di Firenze. Un istituto che finora è parso attento alle esigenze del piccolo: ben seguito da insegnante di sostegno ed educatore e anche inserito serenamente con gli altri compagni. Questo fino alla comunicazione della gita: a maggio la classe andrà a visitare la limonaia di Villa Strozzi, circa un chilometro e mezzo di distanza dalla scuola, si va tutti in pulmino!

Il piccolo è entusiasta: ama prendere i mezzi pubblici e ancora di più con i suoi coetanei, ha già fatto brevi viaggi con i compagni e gli piace. Piccolo problema: i posti a bordo non bastano per le due insegnanti che devono andare obbligatoriamente e per la collega di sostegno. Finora la soluzione adottata puntava sulla disponibilità di quest’ultima a raggiungere i luoghi con mezzi propri per poi accogliere tutta la scolaresca. Nel caso della limonaia la distanza non è molta, la si potrebbe percorrere persino a piedi, ma la nuova dirigente scolastica frena lo zelo della dipendente: non ci sono fondi per la copertura assicurativa per la docente. Soluzione proposta: quando si può, si va tutti a piedi, oppure il bambino autistico va in taxi con la sua insegnante.

La mamma del piccolo non ci sta: l’odiosa burocrazia e quella che appare una scarsa flessibilità della dirigente vanificherebbero gli sforzi finora profusi per far sentire suo figlio integrato, dentro e fuori dalla scuola.

Partono lettere verso Palazzo Vecchio e risponde la vice sindaca di Firenze, Cristina Giachi: sorpresa alla notizia della mancata disponibilità per l’assicurazione del viaggio autonomo dell’insegnante di sostegno, ribadisce che la Montagnola pare l’unica scuola a non avere copertura in tal senso, si impegna nell’immediato a garantire la presenza di due pulmini per consentire al bambino di andare alla Limonaia con i suoi compagni.

Rimane il dubbio: se la mamma non si fosse opposta, se non avesse rivendicato il diritto garantito a suo figlio dalla legge di partecipare alla vita scolastica, gite comprese, ci sarebbe stato ancora un piccolo lasciato solo in classe con la sua insegnante, magari più comodo, in taxi, ed un genitore posto di fronte all’impossibilità di spiegare perché non può essere, per una volta come tutti gli altri, sul pulmino?

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