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Le risposte alle vostre domande in due ore di webinar sull'autismo

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Avevamo detto che per fare qualcosa di concreto il 2 aprile lo avremmo fatto nella più incorporea delle modalità attraverso un webinar. Il risultato ci ha molto soddisfatto e secondo noi andrebbe replicato come una nuova consuetudine per parlare di autismo. Siamo stati seguiti in diretta da 400 persone che hanno partecipato al dibattito con le loro domande a cui gli esperti in studio rispondevano, equivalgono ai partecipanti a un convengno importante in una grande sala, ma nessuno è stato costretto a muoversi da casa sua e tutti hanno avuto possibilità di partecipare con un loro quesito. Il webinar persiste molto più che un tradizionale convegno, di cui escono gli atti dopo mesi, ammesso che escano, quando magari non c’è più nemmeno l’ attualità dei temi trattati. Il webinar ve lo potete vedere e rivedere, proiettare e discutere da un istante dopo la fine, come se fosse un documentario scientifico sull’autismo.



 

Il webinar è in pratica l’ equivalente di un seminario scientifico a cui chiunque può partecipare attraverso la rete. In particolare la sua riuscita è determinata da alcuni fattori, secondo noi imprescindibili, altrimenti si devia in quelle modalità artigianali di comunicazione che danno l’impressione del prodotto “fatto in casa”, sono modalità che funzionano per gli youtuber che fanno recensioni di videogame o danno lezioni di maquillage, ma se parliamo degli aspetti problematici di una sindrome come l’ autismo, il pubblico non è quello dei ragazzini smanettoni ma di famiglie che cercano sicurezze non trastullo futile, per arrivare a loro ci vuole ben altro.

Vediamo nel particolare quali sono stati gli elementi necessari per un webinar efficace:

  1. L’autorevolezza dei soggetti che lo propongono: Il webinar sull’ autismo era stato organizzato da Erickson che è il maggiore editore specializzato di testio e prodotti multimediali sull’autismo in Italia, che organizza da anni corsi e seminari sull’autismo. Il supporto scientifico era dato dall’ AIRA che è l’ associazione delle eccellenze italiane per quanto riguarda lo studio e la ricerca sull’autismo evidence based. Oltre loro solo chiacchiere. Se vogliamo essere immodesti poi c’era anche “Per noi autistici” che anche se giovane come marchio ci sembra stia cominciando a mantenere la sua promessa di proporsi come “aggregatore di senso sull’ autismo”.
  2. Il prestigio della sede fisica da cui si trasmette: in webinar si è svolto alla LUISS, una delle più importanti e qualificate università italiane, che oltre che fornire una location prestigiosa e il massimo supporto logistico, ha sostenuto la comunicazione dell’ evento e ha assicurato agli ospiti la massima qualità tecnica della trasmissione, che è una parte non marginale per costruire l’ evento, vi spiego perchè nel prossimo punto.
  3. La qualità tecnica della trasmissione: il webinar ci hanno detto “si vedeva come fosse in televisione”, anche questo fa la differenza. Una cosa è mettere quattro amici attorno al tavolo della cucina e trasmettere con lo smartphone, altra è avvalersi di una location equiparabile allo studio di un talk televisivo e di un service come Pezzilli&Company un gruppo di ragazzi che stanno nascendo ora proprio per fornire la struttura tecnica necessaria a eventi sul web. Noi siamo stati messi in onda da una regia audio video professionale con telecamere di alta qualità, c’era un conduttore e sei ospiti ognuno collegato con radiomicrofono a collarino, un supporto redazionale smistava le domande del pubblico indirizzandole al tablet che aveva in mano il conduttore.
  4. Il livello degli ospiti: hanno partecipato al Webinar solo persone che si occupano di autismo al massimo livello professionale, che hanno il pieno e certificato riconoscimento della comunità scientifica. Nell’ ordine: Luigi Mazzone, Stefano Vicari,  Alberto Tozzi, Giovanni Valeri clinici e ricercatori dell’Unità di neuropsichiatria infentile dell’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, Maria Luisa Scattoni neuro biologo dell’Istituto Superiore di Sanità e Leonardo Fava psicologo esperto di abilitazione dell’ Ubrella Onlus.
  5. La conduzione professionale del dibattito: non è il caso di fingere falsa modestia, ma saper gestire in diretta i tempi di un dibattito composto da domande di un pubblico di centinaia di persone e sei ospiti richiede esperienza. Il webinar era condotto da Gianluca Nicoletti , giornalista (anche) di “Per noi autistici”  e con l’ esperienza  di un figlio autistico, che da trenta e passa anni fa ogni giorno questo mestiere dai microfoni di una radio nazionale.
  6. L’organizzazione: anche se non sempre appaiono nei “titoli di testa” le persone chiave  sono quelle che curano il coordinamento, in questo caso era particolarmente complicato perché i partner erano tanti e importanti, farli comunicare nella maniera più efficiente è stato un lavoro complesso che ha richiesto  grande competenza, le vogliamo citare: Laura Fatta psicologa dell’ AIRA, Laura Pulici della comunicazione Erickson, Claudia Giommarini della Luiss.

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