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Faraone sulla scuola che esclude: "Io non sono Giulio, ma per lui chiedo rispetto"

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Due casi “mediatici” in pochi giorni, ma molti di più sono quelli che accadono lontano dai riflettori e dai microfoni e restano, per questo, sconosciuti. Il tema torna, come le rondini, ogni primavera: è quello delle gite scolastiche da cui spesso gli studenti con disabilità restano esclusi.

Solo la scorsa settimana, ha fatto scalpore la vicenda di Giulio, che ha dato origine a una mobilitazione sui social, dietro l’hashtag #IosonoGiulio. Il bambino, che ha 14 anni e una forma di autistico, ha trovato l’aula vuota: i suoi compagni erano andati in gita, ma lui non era stato “invitato”.

L’escursione nel bosco non era adatta a lui: non si sa bene chi lo avesse stabilito, ma la mamma non era stata consultata. Il suo sdegno è stato raccolto e rilanciato dall’associazione Autismo Livorno onlus, che ha lanciato l’hashtag. E sul caso si è espresso perfino Matteo Renzi, che su Facebook ha scritto “Un grande abbraccio a Giulio e più in generale a tutte le persone che vivono le ingiustizie sulla propria pelle”. E poi c’è un altro caso, quello di Isernia, segnalato alla trasmissione di Radio24 “Melog” da una papà.


Tanti, troppi casi, su cui anche il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che il #teppautismo lo conosce molto da vicino, si è espresso con durezza:

faraoneI casi di Livorno, Isernia e Legnano confermano quanto andiamo dicendo ormai da tempo: va ripensata l’idea del sostegno, che non è al singolo alunno ma all’intera classe e all’intera comunità scolastica. Queste tre storie dimostrano che, sebbene il nostro sistema d’istruzione sia all’avanguardia nell’inclusione scolastica, possiamo e dobbiamo ancora fare tanto per eliminare le sacche d’ipocrisia, ovvero quegli atteggiamenti distratti o distorti che portano a discriminazioni e a esclusioni.

Il futuro, però, potrebbe essere meno grigio. E Faraone ci tiene a consegnarci un messaggio di speranza e di fiducia

Proprio ieri è stato inaugurato nella città di Giulio, il tredicenne di Livorno, uno dei cento Sportelli Autismo a sostegno di scuole, famiglie, associazioni e territori. Stiamo lavorando alla delega sul sostegno proprio per fare della scuola un luogo sempre più inclusivo. Il nostro Parlamento ha per la prima volta dotato il Paese di una legge sull’autismo ed è impegnato nell’elaborazione di una legge sul cosiddetto “dopo di noi”.

Piccole grandi iniziative che potrebbero, nel futuro prossimo, avere il loro peso. Intanto, sul caso di Giulio:

In questi giorni è partita sui social una campagna #iosonoGiulio, una campagna di solidarietà nei confronti del ragazzo di Livorno. Ben venga la solidarietà: ma io non sono Giulio e nonostante questo voglio per Giulio e per tutti i ragazzi e le ragazze come lui rispetto e possibilità di decidere se partecipare o meno a una gita, se fare o meno un’attività, cosa essere nel futuro. Siamo tutti chiamati a conoscere la diversità, a comprenderla e a capirne la ricchezza. Tutti. Solo così possiamo rispondere all’emarginazione una volta per tutte.

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