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Marilyn Monroe era autistica! Una psichiatra italiana lancia la diagnosi postuma…

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Piffero mi scrive una lettera Elisa Beth che non si faceva viva da un pezzo! Già, avrà avuto a che fare con il suo teppautistico in dotazione, ma mi segnala una fantastica scoperta: “MARILYN MONROE ERA AUTISTICA!!!” Mi mancava, di lei si è detto di tutto, che fosse amante dei due fratelli Kennedy, che fosse stata uccisa dalla Cia con una supposta avvelenata, che fosse ancora viva in qualche parte del mondo…Ma giuro che non avrei mai detto che fosse pure autistica. A dirlo è una psichiatra titolata e non lo metto certo in dubbio, ma solo una domanda ce l’ avrei…

Forse ora gli psichiatri italiani sono diventati così bravi da riuscire a fare diagnosi di autismo postume, persino su persone morte da decenni?
Complimenti, ero rimasto alle difficoltà a trovare in giro per l’ Italia uno straccio di psichiatra in grado di fare una diagnosi corretta di autismo a un bambino. Penso alla povera Elisabeth, prima che incappasse in una bella scienziata bionda che le dicesse che il suo figlioletto fosse dei nostri, senza se e senza ma, si è fatta un bel giro di luminari… Uno di loro (non faccio nomi) le ha prescritto di girare per casa con un naso rosso da pagliaccio per richiamare l’ attenzione del figlio, che se ne stava zitto perchè la madre passava tanto tempo al lavoro…
Cose passate comunque, io speravo davvero che qualcosa si muovesse tra i nostri clinici della neuropsichiatria in direzione della diagnosi precoce di autismo…Macchè per i bambini c’è tempo, per ora le diagnosi preferiscono farle ai trapassati, così sulle terapie almeno non ci saranno dubbi…(GN)

Ciao Gianluca,
 
stamattina leggo una recensione di un libro sulla fanpage di Vanity Fair e sudo un po’ freddo..
 
Il post si intitolava “L’altra Marilyn, una stella (anche) per il suo autismo”. Con un tiitolo così ho dovuto per forza leggere l’articolo di Chiara Pizzimenti sul libro “L’altra Marilyn. Psichiatria e psicoanalisi di un cold case”, scritto da Liliana Dell’Osso, direttrice della clinica psichiatrica dell’Università di Pisa, con Riccardo Dalle Luche. Non una biografia come ce ne sono a decine – spiega la giornalista – ma uno studio scientifico sull’attrice morta in circostanze mai del tutto chiarite il 4 agosto 1962 per scoprire «il paradosso dell’autismo sottosoglia sotto la maschera della seduzione».
 
Riporto solo alcuni stralci della recensione con dichiarazioni della professoressa Dell’Osso.
 
«Lei recitava Marilyn Monroe, non era Marilyn Monroe. Non è che l’abbiamo trattata come un caso clinico, lei è un caso clinico». 
 
Borderline è un termine già molto usato per Marilyn come il bipolarismo, ma in questa analisi si aggiungono sintomi dello spettro autistico. «È un soggetto che non ha avuto questa diagnosi fra infanzia e adolescenza». Nella prima parte della sua vita ci sono i riflessi positivi di questa condizione sull’identità personale, «la perseveranza nel perseguire un obiettivo e la ricerca della perfezione l’hanno aiutata a diventare quella che è». Ma questa non era la vera lei. «Aveva creato a tavolino questa maschera, alla fine perfetta, che sopravvive nel tempo come nessun’altra». 
 
«Non immaginavo che questa donna fosse così malata e mi sono chiesta come una persona in queste condizioni potesse costruire un personaggio tanto duraturo e iconico».
 
Cavolo, Gianluca, ma allora mi spieghi perché mio figlio (4 anni, con autismo) è stato “bannato” dal teatrino che frequentavamo il sabato mattina perché non riusciva a stare al passo!? Vedi, non avevano capito un tubo i maestri, che tanto garbatamente mi hanno spiegato che Giacomo non ce la poteva fare a seguire, anche se si divertiva tanto a far casotto: lui in realtà recitava di non saper recitare!! Buona a sapersi…

Non mi dilungo oltre perché non ho né tempo né competenze, ma che io sappia l’autismo è un disturbo del neurosviluppo, non una pippa psicologica o psicanalitica. A me questo libro sa tanto di supercazzola. 
 
Ma io sono solo una mamma teppautistica.. potresti chiedere a qualche esperto per favore?
 
Grazie
 
Elisa Beth

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ELISA BETH BONARDA

Nome di fantasia, foto farlocca. Per esigenze professionali collabora “per noi autistici” con uno pseudonimo. Si proclama esperta in supercazzola e poco altro. E’ mamma di Mr. G, bimbo autistico di cui solo da pochi mesi ha ottenuto “una diagnosi seria”  per cui si sta impegnando, anima e corpo, in un programma ABA che deve necessariamente  seguire senza che questo comprometta il suo lavoro. Una sedicente medichessa per autistici, in verità, nel passato le aveva consigliato di stare più a casa con il figlio…Così magari sarebbe guarito. Elisa Beth le ha fatto una pernacchia… 

 

ELISA BETH HA GIA’ SCRITTO PER NOI:

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