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Faraone incontra i disabili maltrattati di Licata: "cooperativa incivile"

120445360-f783fb60-c6fb-406d-8f66-f422942c861cCi sono aggiornamenti sul caso Licata: una vergogna degli ultimi giorni, quando una cooperativa “sociale”, se così si può ancora dire, è finita sotto accusa per le vere e proprie torture inflitte ai suoi giovani ospiti con disabilità psichica. Gli aggiornamenti arrivano dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che ieri è andato a Licata, proprio per incontrare questi ragazzi, ora trasferiti in un’altra struttura, gestita questa dalla cooperativa Arcobaleno. Dove, pare abbiano assicurato i ragazzi al sottosegretario, “stiamo molto meglio”. Si vede che, almeno qui, non li legano ai letti e non servono nei piatti cibi scaduti.

Anche la scuola è cambiata: la cooperativa Suami, oggi sottoposta a sequestro preventivo, li portava in una scuola privata, che forse avrebbe potuto accorgersi prima di quei lividi e di quelle strane frasi nei temi: senza aspettare che una giovane insegnante si immolasse e si esponesse, denunciando il fatto e consentendo così l’avvio dell’inchiesta “Catene spezzate”. Ora i ragazzi sono stati trasferiti in una scuola pubblica, dove speriamo che l’attenzione sia più alta.

?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Faraone, ieri, era lì per “verificare”, ma soprattutto per “testimoniare la presenza dello Stato e l’attenzione rispetto a episodi d’inciviltà in cooperative che sono finanziate dallo Stato”. E ha colto l’occasione per sottolineare l’impegno del governo in materia di disabilità, “dal Dopo di noi alla legge sull’autismo. E poi c’è la delega sul sostegno che ci è cara perché serve a costruire inclusione. Ma c’è anche il ruolo di enti locali e comunità per sì che episodi come quello di Licata non accadano più. Non c’è legge – ha detto Faraone – che possa mettere a posto il cuore e il comportamento di persone che non meritano nessun rispetto, dopo che hanno calpestato la dignità di esseri umani”. Parole dure, che speriamo non restino solo parole: casi come questi non vorremmo davvero più raccontarne.

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