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E' giusto vietare i donatori di seme con #teppautistici in famiglia?

teppaspermaxE’ un tema difficile quello che propone Gabriella La Rovere. Tutto parte dalla notizia che la più grande banca del seme della Gran Bretagna è sotto inchiesta per aver vietato la donazione di gameti agli uomini affetti da dislessia, Adhd (sindrome da iperattività e deficit d’attenzione), autismo e alcune altre malattie. La Human Fertilisation and Embryology Authority inglese ha avviato un’indagine sul comportamento della London Sperm Bank, accusata di discriminazione ed “eugenetica”.


Non so se ci troviamo alle porte di una nuova eugenetica, fatto sta che fa riflettere la scelta della Banca del Seme di Londra di scartare donatori autistici e quelli con altri disturbi tipo l’ADHD, la dislessia e i disturbi ossessivo-compulsivi. Il campo della bioetica è un campo minato dove è necessario muoversi con grande attenzione e la stessa dialettica può generare polemiche senza fine.

Se da un lato, come madre di una persona autistica, mi rendo conto che la malattia sia un peso difficile da sopportare da entrambe le parti, dall’altro come persona libertaria sono contraria a tutto ciò che possa solo limitare il pensiero e l’esistenza di ognuno.

La società odierna è sempre più tesa alla perfezione, quella estetica prima di quella mentale, perciò non dovrebbe stupire che negli Stati Uniti alcune strutture private consentano di selezionare il proprio figlio a partire dal sesso, al colore degli occhi fino alle predisposizione verso alcuni hobbies. Ricordo ancora il tentativo andato vuoto di una banca del seme di soli premi Nobel cancellando così in un colpo la possibilità che l’ambiente possa influire sullo sviluppo sia in termini positivi che negativi.

Due anni fa la Western Australia Reproductive Tecnology Council ha autorizzato una diagnosi genetica preimpianto, tecnica che consente da un lato di identificare il sesso del nascituro, dall’altro di diagnosticare malattie genetiche (fibrosi cistica, talassemia, sindrome x-fragile, osteogenesi imperfetta, anemia falciforme, retinite pigmentosa, distrofia muscolare tipo Duchenne, malattia di Huntington, malattia del rene policistico), nonché anomalie cromosomiche di tipo quantitativo e qualitativo. Queste possono essere causa di alcuni tumori, epilessia e autismo.

Visto che l’autismo tende a interessare maggiormente i maschi, il Consiglio Australiano ha concesso che venissero eliminati gli embrioni maschili delle coppie con storia familiare di autismo.

Non posso non pensare alla estrema variabilità della sindrome che ha consentito all’Umanità di gioire del genio di Einstein, Newton, Mozart e tanti altri meno noti la cui esistenza ha arricchito la comunità di appartenenza.

Non scordiamo poi quanta importanza abbia la contestualizzazione della disabilità. Nell’epoca pre-alfabetizzazione non erano presenti le persone con disturbi dell’apprendimento e anche la definizione attuale di disturbi della spettro autistico la dice lunga su quanto ci sia ancora da scoprire di questa patologia.

La notizia della Banca del Seme di Londra non può passare sotto silenzio. Una società selezionata, meno diversificata e forse meno umana, non è detto che sia meno esposta a malattie. Bisognerebbe vivere in capsule sterili, in un autismo ambientale per raggiungere lo scopo. Ma non è solo questo che ci deve preoccupare. Sono assolutamente necessari nuovi strumenti di diritto internazionale per assicurare che queste tecniche di diagnosi pre-impianto e, di conseguenza, di selezione degli embrioni, possano alimentare una forma di turismo che è già presente: quello procreativo.


gabriellaGabriella La Rovere

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