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Un cartoon in 3D per insegnare ai genitori di bambini i segnali precoci di autismo

 Autism Speaks ha annunciato il lancio di una nuova campagna di sensibilizzazione sui campanelli d’allarme dell’autismo. La campagna è stata costruita attraverso degli annunci di  servizio pubblico (PSA) creati attraverso un’ animazione in 3D, realizzata con la tecnica stop-motion, vale a dire mettendo in sequenza dei fotogrammi di personaggi costruiti e inseriti in un set reale. Lo scopo della campagna è aiutare i genitori a individuare tempestivamente i possibili segni che potrebbero indicare l’autismo in un bambino, per indirizzarli verso un pronto intervento abilitativo.

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E’ la prima volta che, per una campagna del genere, i PSA sono realizzati riferendosi a un mondo di fantasia realizzato con questa tecnica, ma è chiaro che gli ideatori abbiano cercato di usare un linguaggio omogeneo ai prodotti di animazione che solitamente entrano nelle case dove ci siano bambini, in particolare modo la breve storia racconta di un bambino “speciale” troppo sensibile alle lucci e ai suoni,  a cui non  piaceva guardare la gente negli occhi. Naturalmente un giorno si è scoperto che è autistico.

Da quanto si legge nella pagina di lancio dell’iniziativa, nonostante l’ autismo sia registrato negli Stati Uniti come fenomeno in rapida crescita, (circa 1 bambino su 68 nati è nello spettro autistico  con un aumento della prevalenza di oltre il 100 per cento in un decennio secondo i dati dei  CDC: Centers for Disease Control and Prevention), il dato drammatico è che persino in un Paese che noi consideriamo  culturalmente”avanzato” sull’autismo, ancora  molti genitori non sono informati sui segnali apparenti che potrebbero attestare l’ autismo del figlio, ma soprattutto non si rivolgono tempestivamente a chi potrebbe aiutarli molto con un intervento terapeutico precoce, indispensabile a migliorare di gran lunga la loro futura vita.

La nuova campagna creativa per responsabilizzare i genitori a intervenire se il loro bambino non segue le regolari  tappe dello sviluppo, è  ispirata a un ragazzo che si chiama Jacob e alla sua esperienze di  autistico, Jacob non ha realmente parlato fino all’età di 4 anni, come è raccontato all’inizio del primo spot. Alla fine  però verrà fatta ascoltare  la sua voce   per dimostrare come si possa progredire con interventi abilitativi precoci.  Il mondo tridimensionale in cui si muove il bambino autistico dello spot è stato realizzato, partendo da zero, in collaborazione con la Lobo Production, il set è  animato con creature e giocattoli ispirati da suggestioni tratte proprio dalle interviste fatte a Jacob.

Gli spot gireranno da questa settimana con 33.000 passaggi previsti su media a diffusione nazionale, in spazi pubblicitari messi a disposizione gratuitamente dagli stessi media che li ospiteranno. Dalla prima campagna di nove anni fa Autsm Speaks è riuscito a raccogliere 500 milioni di dollari per la causa dell’ autismo. I PSA hanno in passato ottenuto  numerosi riconoscimenti , tra cui nel 2008 un premio Effie per l’efficacia della pubblicità,  un Telly d’Argento nel 2009, un Addy Silver e Gold Ogilvy nel 2011.


LO SPOT SUI CAMPANELLI D’ ALLARME DELL’AUTISMO


 

IL BACKSTAGE E LA COSTRUZIONE DEL SET PER LO SPOT

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