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Un artista argentino nelle mani dei #teppartautistici

Il loro laboratorio-covo è sui tetti a un passo da piazza Cavour. I #teppautistici ci si ritrovano per sperimentare tecniche artistiche, creare manufatti artigianali, preparare qualche leccornia culinaria (attività che non prevede l’uso di cucina ma presto potrà avvalersi di un forno elettrico) è stato recentemente visitato dall’artista argentino Mario Alvarez, tornato nella Capitale con il suo progetto di arte itinerante e cultura urbana “La Linea Gialla dell’arte” o meglio “Amarillo Art”.


mani


Mario Alvarez ci teneva moltissimo ad incontrare i nostri ragazzoni durante una sessione del loro laboratorio con la maestra Alessandra. Quella in particolare era una seduta artistico-manuale-sperimentale. Mario per l’occasione si era portato la sua macchina fotografica very professional. L’intenzione era scattare immagini che catturassero in un click tutta la forza espressiva, l’attenzione, la creatività dirompente dei ragazzoni taciturni (meno uno) ma niente affatto indifferenti a quello che li circonda. Alla fine ad essere catturato è stato proprio l’artista argentino che è rimasto stregato dall’entusiasmo dei teppautistici ed è riuscito a sua volta ad elaborare un progetto artistico molto intrigante. Del quale qui mostriamo un primo assaggio.



Il soggetto è rappresentato  dalle impronte delle mani imbrattate di colore di Tommy, intorno alle quali si sviluppa la storia di quell’atto di arte partecipativa che ha ispirato ad Alvarez un altro momento artistico. Ma sentiamo cosa dice Mario della sua opera ispirata dai teppautistici: “Dare una mano. Di questo si tratta, di dare e ricevere con amore. La fotografia ci mostra le mani al centro e le sequenze fotografiche, un lavoro condiviso, la valorizzazione di quello che non appare – spiega l’argentino – La cornice sono le mani che giorno per giorno aiutano a realizzare e costituiscono il margine di contenimento che è tanto importante per chi ha una disabilità. Sono le mani dei padri, degli insegnanti, degli amici, sono le stesse mani che ogni giorno danno un segno”.

Alvarez che ha partecipato al progetto “Amarillo art” con le sue videoinstallazioni CERVANTES IN ITALIA e SACRO URBANO ha dimostrato fin dall’inizio una certa sensibilità e nello stesso tempo curiosità e voglia di conoscenza per le problematiche connesse all’autismo. Non poteva che essere così, è un artista cittadino del mondo. Nato in Argentina da madre italiana e padre spagnolo, ha viaggiato per 30 anni lavorando anche in progetti umanitario-educativi tra le comunità indigene delle Ande, realizzando laboratori artistico-didattici in Perù, Bolivia, Cile e Argentina e in progetti di recupero ambientale, forestazione e riciclaggio in Argentina. Ha lavorato come volontario in India in diverse comunità, fra cui quella di Madre Teresa di Calcutta, e ha collaborato con l’Unesco in progetti di educazione in valori umani.

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