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Mimi e Dona, in un film la mamma anziana, la figlia autistica. E la scelta più dura

mimi and donaUna vita insieme. Ma non fino alla fine

Una donna anziana e una figlia adulta: in mezzo c’è l’autismo, alla fine c’è la dolorosa separazione. Necessaria, perché la mamma ormai è troppo in là con gli anni per assicurare alla figlia quelle amorevoli attenzioni di cui ha sempre avuto bisogno. E che lei non le ha fatto mai mancare. E’ una storia vera, fin troppo vera, quella che viene raccontata nel documentario “Mimi e Dona”, di Sophie Sartain. Al film è dedicato un sito internet, con tutte le informazioni per chi fosse curioso, o interessato a vedere tutto il film, di cui qui vi mostriamo il trailer.

“E’ la storia personale di mia zia e mia nonna – racconta la regista – ed è anche una storia d’amore. Ho deciso di girarlo nel 2009, volando da Los Angeles a Dallas con una videocamera Hdv, per catturare il mondo eccentrico di Mimi e Dona. Il tempo era poco: Mimi aveva finalmente ammesso che non poteva più prendersi cura di sua figlia Dona, e mia madre (la sorella di Dona) aveva chiesto a una struttura pubblica di accoglierla Così, dopo 64 anni, Mimi avrebbe avuto un nido vuoto, e Dona sarebbe stata improvvisamente da sola”.

Durantel’estate, la regista ha quindi immortalato “i litigi e la tenerezza di Mimi e Dona, le loro sedute al salone di bellezza da McDonalds, e la loro ossessione quasi religiosa per la Ruota della Fortuna. Ho anche intervistato mia madre e mio fratello, che hanno espresso sentimenti ambivalenti verso quella scelta: era la cosa giusta per Dona? Mimi sarebbe crollata senza di lei?” E mentre volava per ben 18 volte da Los Ageles a Dallas, per seguire questa storia che credeva “personale”, o “familiare”, la regista scopriva in realtà che quella storia apparteneva a tanti, che il mondo era pieno di “caregivers che affrontano decisioni angosciose, spesso senza sostegno né orientamento alcuno”.

Ora che il film è finito, “credo che ci troviamo nel pieno di una crisi con la nostra popolazione di anziani con disabilità intellettiva e dello sviluppo. Ho letto un articolo recentemente – racconta ancora la regista – in cui si diceva che i tanti genitori che, negli anni ’50, si rifiutarono di ricoverare in strutture i propri figli con disabilità, ora si trovano, nei loro anni del tramonto, privi di un sostegno adeguato per assicurare un buon futuro ai loro figli ormai adulti. Questa situazione – conclude la regista – viene fuori in modo straziante in ‘Mimi e Dona’, rendendo il film uno strumento potenzialmente utile per portare avanti il dibattito su questo tema”.

Ed ecco, per finire, qualche altra scena del film

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