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Mamme #teppautistiche esasperate ditelo a Elisa Beth

Anche le mamme talvolta si stancano di essere sante, eroine ed esempi di disinteressata virtù e compassionevole pazienza, verso il piccolo #teppautistico che se le smangiucchia giorno dopo giorno. Parlarne pensiamo faccia bene, tanto non cambia nulla e nessuna mollerà per questo. Dietro allo pseudonimo di ELISA BETH BONARDA c’è una mamma da pochi mesi entrata nel giro e che si presterà a raccogliere voci sussurri e grida delle sue colleghe madri, #teppautistiche pure loro…Se Dio vuole!!!


Per dare il via inoltro il messaggio che mi ha girato questa notte una cara amica e “collega”, giovane mamma di un nanetto autistico di due anni e poco più. Purtroppo non sono riuscita a risponderle subito, ero già schiantata dal sonno, impegnata in sogni strampalati; e mi dispiace non sai quanto, perché, se possibile, si sarà sentita ancora un pochino più sola. Che di notte, si sa, quando sei innamorato e sfarfallino fai sogni leggeri e con le ali ai piedi; quando hai pensieri pesanti, invece, le preoccupazioni ti si affastellano nella testa e tutto sembra ancora più cupo.


“Ciao Eli.. Non sempre digerisco la mia “nuova autistica” vita, alle volte mi scopro ancora incazzata nera, delusa, amareggiata …e chissà cos altro. Vorrei avere un altra vita un altro lavoro e forse un altro figlio… Poverino, non è colpa sua, ma alle volte non lo sopporto, non sopporto che non mi guardi, che non mi capisca o che non mi dica ciò che desidera. Come può essere possibile che per alcuni esseri umani sia impossibile comunicare, perché “qualcuno” ha deciso di privarmi della possibilità di capirci. In giornate difficili come questa non posso evitare di guardarmi intorno e osservare cosa gli altri hanno e cosa io non ho. Io non riesco a chiamarlo “bambino speciale” io non ci vedo nulla di speciale… Non so neanche se mi vuole bene, probabilmente se non ci fossi io ma un altra persona nemmeno lo saprebbe… Stasera non riesco proprio a capire quale sia la mia fortuna di essere mamma, mi sento di essere una balia a vita a tempo pieno di un qualcuno. Per la prima volta sento di dire ciò a qualcuno che capisce davvero cosa vuol dire. Perché forse senti ciò che sento io..

Io alle volte sento di rifiutarlo, non ho paura della responsabilità, ma ho mancanza della responsabilità che non ho verso di lui.. Oggi mi sono ritrovata a chiedere a una conoscente che cosa si provava a festeggiare il compleanno della propria bambina consapevole di ciò che si fa in quella giornata…. Perché io non lo so. Io non so neanche quando prova dolore, non posso neanche rassicurarlo da un mal di pancia. Sto facendo un corso con la falsa speranza di salvare un bambino senza speranza; mi sto inutilmente attaccando ad un’idea di futuro utopico. Dicono che la speranza è l’ultima a morire, ma si dice anche che chi vive sperando muore cagando … Beh, penso di sentirmi come quello che morirà cagando.. Penso di aver finito le parole … e anche il sonno x questa sera…

Un bacio, buonanotte”


No comment, direi..

Aggiungo solo, per la cronaca, che la mia amica è una tipa tosta, oltre che fottutamente simpatica e bella, di quella bellezza che hanno solo i combattenti. È anche una mezza scaricatrice di porti, in realtà, e quando saprà che ti ho scritto riportando le sue parole mi gonfierà come una zampogna, probabilmente. Ma credo sia una testimonianza significativa e fuor di retorica la sua, di come a volte ci si può sentire per davvero davanti ai nostri strambi piccoletti.

Dai, amica mia, vedila così: almeno l’annoso problema della stipsi noi lo si risolve senza passare dal Bifidus…


elisabethbonarda

ELISA BETH BONARDA

Nome di fantasia, foto farlocca. Per esigenze professionali collabora “per noi autistici” con uno pseudonimo. Si proclama esperta in supercazzola e poco altro. E’ mamma di Mr. G, bimbo autistico di cui solo da pochi mesi ha ottenuto “una diagnosi seria”  per cui si sta impegnando, anima e corpo, in un programma ABA che deve necessariamente  seguire senza che questo comprometta il suo lavoro. Una sedicente medichessa per autistici, in verità, nel passato le aveva consigliato di stare più a casa con il figlio…Così magari sarebbe guarito. Elisa Beth le ha fatto una pernacchia… 


 

ELISA BETH HA GIA’ SCRITTO PER NOI:

 

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