News, Scuola & Tempo

L'autostima è importante per noi autistici

Capita mai di vedere in azione un insegnante molto figo, giovane, bello, allegro e motivato che si occupa (con successo) di ragazzi autistici? Si forse nei sogni di molte mamme…O se qualcuna come Gabriella La Rovere è andata a  scovare  Chris Ulmer nella sua classe di  otto studenti con bisogni di formazione speciale  al Mainspring Academy a Jacksonville in Florida.


insegnantefigo


Sul sito ABC News è stato pubblicato il video   di Chris Ulmer  che inizia  la sua giornata tra i ragazzi della sua scuola. L’insegnante riserva i primi dieci minuti della sua lezione a rafforzare l’autostima degli  studenti, esaltando le qualità di ognuno di loro.



 

Il proposito è dei più meritevoli visto che si tratta di ragazzi autistici.

Generalmente nelle persone con disabilità mentale le dimensioni del Sé maturano e si integrano in modo poco armonico. A questo aggiungiamo anche la percezione di una diversità della propria condizione, rimpallata dalla società che gli fa da specchio, spesso deformante.

Il sentirsi inferiore, spesso non riuscendo a portare a termine attività semplici, è qualcosa in grado di bloccare ogni successiva iniziativa.

L’autostima è importante per tutti, nessuno escluso. Il sentirsi gasato può agire come spinta propulsiva al raggiungimento di obiettivi, improbabili fino a poco tempo prima.

Quando al ritardo mentale, ai disturbi del comportamento, si aggiungono difetti fisici evidenti, l’impegno di un genitore per aiutare il proprio figlio ad accettare l’immagine che lo specchio gli rimanda, è pari a scalare bendato e a mani nude la parete di El Capitan.

Mia figlia Benedetta è affetta da una malattia rara che, nella sua espressività visibile (ve ne è una invisibile che colpisce molti organi) si caratterizza per angiofibromi a grandezza variabile invadenti il volto e per una chiazza rossastra presente a lato della fronte. Non deve essere stato piacevole per lei sentirsi gli occhi addosso, vedere nello sguardo degli altri il passaggio repentino dalla curiosità al disgusto. Sono stati ventitre anni piuttosto difficili con l’incognita del cretino in agguato, pronto a rovinarti la giornata con domande o consigli totalmente inutili.

Benedetta invece si piace. E anche molto. Gli angiofibromi fanno parte della sua immagine e sa perfettamente che si possono togliere. Il tempo è sempre una variabile indipendente, come sanno molti genitori nella mia stessa condizione, perché c’è sempre l’urgenza di fare qualcos’altro.

Ma, al di là dell’aspetto fisico che rappresenta sempre una nota dolente per ciascuno di noi, Benedetta ha trovato la sua strada nella musica. È una ragazza talentuosa e questo suo dono naturale da un lato ne accresce l’autostima, dall’altro la inserisce all’interno della società, che tenderebbe invece a relegarla per la disabilità e l’aspetto fisico, proprio grazie al suo talento.

Non posso non ricordare il genio musicale di Michel Petrucciani, affetto da osteogenesi imperfetta, che si è rivelato grazie all’appoggio incondizionato della sua famiglia, soprattutto del padre che costruì per lui una struttura che gli consentiva di arrivare ai pedali del pianoforte.

E che dire di Chris Burke, attore americano affetto da sindrome di Down che deve parte del suo successo ai fratelli che lo hanno sempre sostenuto e al caso? Gli capitò di vedere un episodio di una serie televisiva (“The Fall Guy” diventato in Italia “Professione pericolo”) dove recitava un ragazzo affetto dalla sua stessa sindrome. Scrisse perciò alla madre di questo ragazzo spiegandole che anche lui era come suo figlio e che voleva diventare attore.

Il suo talento, la sua determinazione, ma soprattutto una famiglia che ha sempre puntato su quello che c’era e non su quello che gli mancava, hanno reso Chris un uomo felice e realizzato.

Credere in se stessi è anche il primo passo verso il mondo, verso l’ideale di autonomia che ognuno di noi auspica per i propri figli.

GABRIELLA LA ROVERE
gabriella

Condividi questo articolo

Informazioni sull'autore

Articoli Correlati

Commenti Facebook