Fanta-autismo

Cari illuminati politologi se volete dare del coglione a qualcuno smettete di chiamarlo"autistico"

Ci risiamo. Per dare a un avversario politico (o un ex fratello di politica) dell’ inetto lo si definisce “Autistico”. Esattamente come se autistico potesse essere un aggettivo di uso comune pronto all’uso quando si vuole classificare qualcuno senza ardire a definirlo “un povero coglione che non ha ancora capito in che mondo stia vivendo”. Ancora mi sorprende che tale uso ignorante e spregevole di un termine, che per noi autistici è l’ equazione della nostra vita, provienga sempre dalle menti più aperte, quelle più politicamente vivaci., tanto vivaci da non essersi accorte che gli autistici sono persone non aggettivi (GN)


marinoautistico


Quando pensi che alcune situazioni di stile siano state recepite e chiarite grazie a diatribe rimbalzate sui giornali e in rete, ecco che arriva la segnalazione che rimette tutto in moto. Si tratta di una riflessione – forse politica ma anche no – sul caso Marino che l’autore ha postato su diverse pagine Facebook grazie al tag, quel sistema non sempre democratico che ti rende partecipe di pensieri che molte volte non corrispondono ai tuoi neanche nella punteggiatura.

Alla domanda “A quale corrente di pensiero ti iscrivi sul caso Marino?” seguono cinque punti e al numero 3 ecco saltare all’occhio Marino non possiede, un po’ per il suo autismo di fondoCi risiamo, l’ignoranza – intesa come non sapere – siede in cattedra!

Mi viene da chiedere all’autore della riflessione quali sono i criteri che lo hanno portato a fare una diagnosi così particolareggiata, se per autismo intende la semplice incomunicabilità associata a comportamenti incomprensibili, nel qual caso potrei allargare la sindrome a tutto lo spettro politico chiedendomi come mai, con questa schiera di autistici al governo, siamo ancora a combattere per i diritti fondamentali dei nostri figli.

La rete, pur rappresentando una vera rivoluzione nella trasmissione delle informazioni, ha però aperto le porte all’imbastardimento dell’etica. Ognuno si sente in dovere di dire la sua – come è giusto che sia – e di lanciare il messaggio nel calderone dell’immortalità senza dare senso e peso alle parole.

Come genitore di una persona autistica sono stufa di leggere questi incisi di maniera dove la parola autismo, nelle sue varie declinazioni, sembra la genialata del commentatore di turno.

Vorrei invitare tutti quelli che aspirano all’eternità dell’etere a rileggere più volte il loro scritto, così come ci consigliavano le nostre maestre, per evitare di dire cose che non corrispondono al vero e che irritano chi con l’autismo si confronta ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno, 24 ore su 24, senza un attimo di respiro.

gabriella

GABRIELLA LA ROVERE


I precedenti casi di abuso ignorante del termine autistico

1) Il sagrestano edonista

2) L’ economista non autistico

3) Lo psicanalista che scrive su IL MANIFESTO

4) Giuliano Ferrara Direttore de IL FOGLIO

5) Corradino Mineo Senatore della Repubblica Italiana

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