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A Fonni niente più scuola per Francesco, l' autistico fuori tempo massimo

pasquale francesco 2

Francesco e il fratello Pasquale

Ecco un’altra storia che vede protagonista il difficile rapporto tra noi autistici e la scuola “inclusiva”. Da ieri ne parlano i social con grande evidenza,  la notizia da oggi è approdata nella stampa locale della Sardegna. Come leggiamo nell’ edizione di Nuoro della Nuova Sardegna  a Fonni, comune della Barbagia, un liceo socio-pedagogico avrebbe negato l’iscrizione a un ragazzo autistico.

Si tratta di Francesco, studente di 20 anni con una forma grave di autismo, i cui genitori stanno facendo di tutto per richiamare l’ attenzione sul caso del proprio figlio per cui rivendicano il diritto di terminare il corso di studi e prendere la maturità come sarebbe permesso a qualsiasi suo coetaneo neurotipico.

«Siamo i genitori di Francesco, un ragazzo diversamente abile, che fino all’anno scorso frequentava la quinta del liceo Socio-pedagogico del paese – scrivono il padre e la madre nella lettera che hanno mandato  al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini –. Lui, studente modello, ha sempre frequentato con gioia, serietà e grande impegno e senza mai perdere un giorno di scuola, a prova del suo grande amore per lo studio. Francesco, nonostante tutto, non ha mai ripetuto un anno scolastico, perché per lui una bocciatura è inaccettabile, divenendo così negli anni un modello per i suoi compagni normodotati – proseguono – Il suo più grande sogno è sempre stato quello di conseguire il diploma di maturità. Aspirazione infranta a pochi giorni dall’inizio della scuola, quando siamo stati convocati, per la prima volta, dal dirigente scolastico, che ci ha comunicato che non era stata accolta la richiesta di iscrizione, in quanto Francesco essendo nato il 17 ottobre 1995, ha assolto l’obbligo scolastico e formativo».

Infatti alla fine dell’anno precedente, in sintonia con l’istituzione scolastica, e in considerazione dei notevoli progressi dal punto di vista didattico e linguistico, i genitori assieme alla scuola avevano  di non farlo presentare all’esame di maturità. Lo scopo sarebbe stato quello di fargli ripetere l’ anno e presentarsi con maggiore preparazione alla maturità l’ anno successivo. Ma l’ iscrizione è stata respinta.  I genitori a quel punto si chiedono: «Perché un ragazzo normodotato ammesso all’esame di maturità, e che per vari motivi non si presenta allo stesso viene automaticamente respinto e può ripetere l’anno, anche più di una volta, e invece a un ragazzo disabile nella stessa situazione gli è negato l’accesso a scuola?». E’ evidente che nel “patteggiamento” tra famiglia e scuola nel fare ripetere l’anno a Francesco si è durante l’ estate infilato qualcosa che l’ ha reso non più attuabile. Il dirigente arrivata a Fonni solo il 1° settembre, probabilmente applica alla lettera la norma, senza valutare il contesto precedente. Nella vicenda si è inserito anche il Comune di Fonni, che si era dichiarato disposto a sostenere l’ onere di un sostegno al ragazzo dal profilo Facebook ufficiale lancia un comunicato che rende ancora più misteriosa la vicenda: “L’Amministrazione Comunale di Fonni sta con Francesco. È stata data la disponibilità per garantire un’assistente per Francesco durante le lezioni, ma la proposta è stata rigettata dalla scuola.”

Si è attivato anche Pasquale il fratello di Francesco, che studia recitazione alla scuola di teatro a Bologna e scrive sul suo profilo Facebook:

Francesco, mio fratello, da quasi due mesi si alza la mattina col pensiero di uscire di casa e inseguire il suo sogno: andare a scuola con i propri compagni, sostenere interrogazioni e compiti di filosofia e matematica, parlare a casa del 7 in latino e del 9 in inglese, chiamarmi ogni giorno (a centinaia di km da lui) per dirmi con un po’ di sarcasmo chi dei suoi compagni non fa il suo dovere scolastico.

No. Invece no. Da quasi due mesi questo SOGNO di Francesco è stato infranto da quelle istituzioni che credono che un ragazzo disabile non abbia gli stessi diritti di un normodotato. Da un dirigente scolastico che affronta la situazione senza mai parlare con la famiglia se non nel fatidico momento “vostro figlio non può frequentare questo liceo”, e che con superficialità fa finta di niente. Da provveditori che fanno orecchie da mercante e che non hanno la minima idea di cosa significhi essere genitori e fratelli di un ragazzo disabile.

Da un assessore che non trova un’importanza tale alla situazione che non trova tempo e coraggio di affrontarla direttamente. Il ministro dell’istruzione Giannini è probabilmente l’ultima possibilità per permettere a Francesco di riprendere quella strada dei sogni che da colore ad una vita così complicata e piena di sofferenze. L’ultima possibilità per vincere questa guerra, sperando sia l’ultima guerra per garantire un diritto fondamentale ad un ragazzo. E non intendo il diritto scolastico, ma il diritto a sognare, perché i sogni ci rendono vivi. Se poi a sognare è un ragazzo disabile, tra tutte le ingiustizie alle quali è condannato, questo riesce a vivere con una forza in più, fondamentale.

 

La tenacia che ha mobilitato  un’intera famiglia per rivendicare il diritto allo studio del congiunto autistico merita di sicuro attenzione.

La conclusione della loro lettera  mette in luce un problema di cui la scuola deve tener conto: «Il nostro auspicio è che questa dolorosa vicenda, possa servire come monito, affinché altri ragazzi come Francesco possano frequentare la scuola senza trovare barriere non solo architettoniche ma anche legali o normative».

Se il passo di un ragazzo con è altrettanto veloce di quello della maggior parte degli altri studenti è corretto che per lui cali, senza nessuna possibilità di deroga (proprio nel paese in cui tutto sembra invece essere derogabile ad personam)  la mannaia normativa che lo condanna a restare fuori della porta?


LA LETTERA AL MINISTRO GIANNINI


Gent.ma Ministro,
Sappiamo che tanti sono gli oneri  e le competenze che soprattutto in questo periodo La impegnano ma vorremmo sottoporre alla sua attenzione un caso di discriminazione scolastica. Prima di scrivere a Lei come genitori di Francesco, abbiamo lungamente conversato soprattutto in forma epistolare  con Il dirigente scolastico della scuola di competenza ma aimè senza raggiungere alcun risultato e ci vediamo quindi costretti a disturbare Lei per raccontarLe  il grande problema che ci affligge. Innanzitutto ci presentiamo siamo Sandro Gregu e Maria Pinna, i genitori di Francesco, un ragazzo diversamente abile di diciannove anni affetto da una forma di autismo con iperattività e disturbo dell’attenzione di media gravità, che frequenta la quinta liceo e vorremmo in maniera molto semplice raccontarLe la sua esperienza  scolastica. Francesco ha frequentato l’Istituto Socio Pedagogico di Fonni con grande impegno, serietà e costanza  e dobbiamo dire con grande gioia. Lui ama la scuola,  ama le materie proposte dal Liceo, non ha mai perso un giorno di scuola, per Francesco non esistono scioperi, problemi legati alla neve, influenze. La cosa  più importante durante il periodo scolastico è andare a scuola, durante il periodo estivo la preparazione per tornare a scuola. Francesco è a detta anche degli insegnanti che nel corso degli anni lo hanno avuto come allievo, un alunno modello, un  esempio per i suoi compagni normodotati. Francesco non ha mai ripetuto un anno scolastico anche perché, una bocciatura per lui era inaccettabile, lui non solo lavorava per la sufficienza ma era felice solo se riusciva a ottenere di più.
Francesco non è mai stato un alunno di quelli che, spesso anche fra i ragazzi normodotati,  fanno parte della tappezzeria della scuola, è un alunno partecipe, che anno dopo anno ha acquisito sicurezza, correttezza nel linguaggio, competenza e fiducia in se stesso. Francesco è arrivato in quinta custodendo nel cassetto il suo più grande sogno, quello di conseguire il diploma di maturità. Quasi alla fine dell’anno scolastico in sintonia con l’istituzione scolastica e in considerazione dei notevoli progressi dal punto di vista didattico e correttezza di linguaggio, si è deciso (anche preparando Francesco al fatto che fosse meglio per lui ripetere l’anno per una maggiore conoscenza delle materie scolastiche) di non farlo presentare all’esame. Questa decisione, molto sofferta per Lui è stata accettata solo perche sapeva che avrebbe avuto la possibilità di conseguire il diploma nel corso del successivo anno scolastico con una maggiore preparazione. Abbiamo pertanto provveduto alla sua regolare iscrizione per l’anno scolastico 2015/2016. A settembre, quando già Francesco era pronto per riprendere il suo percorso formativo, esattamente il 10 settembre  siamo stati convocati (l’unica volta nel corso di questa nostra odissea burocratica) dal Dirigente Scolastico per comunicarci verbalmente e con lettera consegnataci a mano, la  non accoglienza della richiesta di   iscrizione in quanto Francesco essendo nato il 17/10/1995 ha assolto l’obbligo scolastico e formativo.  La lettera non è stata inviata per posta perché sicuramente la Preside ha avuto timore che arrivasse solo dopo l’apertura delle scuole visti i tempi strettissimi.
Non vogliamo entrare nel merito della fredda comunicazione scritta del dirigente scolastico secondo cui Francesco avrebbe perso il suo diritto allo studio solo perché, senza alcun riferimento a normative, ha conseguito il diciottesimo anno di età. Consapevoli però che per il bene di Francesco ma anche del fatto che il Diritto allo Studio Debba essere garantito a tutti indistintamente  che siano ragazzi normodotati o come Francesco diversamente abili, abbiamo provveduto a chiedere che questa decisione venisse sottoposta all’esame del Collegio dei Docenti per poter essere analizzata e rivista. Ma un’altra fredda e distaccata mail arrivata dopo circa dieci giorni ci comunica che il collegio non è competente a trattare questo argomento. Ci armiamo di pazienza e prendiamo contatto l’Amministrazione Comunale del paese  dove viviamo (che è anche la sede dell’istituto che frequenta Francesco)  e ci viene assicurato che L’Amministrazione stessa, facendosi carico di ogni onere finanziario relativo alla retribuzione e alla assicurazione, avrebbe  garantito una Assistente che seguisse Francesco durante le ore di lezione. Riscriviamo ancora una volta al Dirigente Scolastico richiedendo, alla luce di questa novità, che riveda la sua decisione che sempre più ci appare assurda e ingiusta. I Servizi Sociali del Comune hanno cercato di prendere contatto con il Dirigente più volte telefonicamente ma la Preside era Impegnata e nonostante abbiano comunicato  al centralinista che si trattava di una argomento molto Urgente e abbiano chiesto  di essere richiamati, Il Dirigente  non richiama neanche il Servizio, cioè l’Istituzione Comunale. Ancora una volta sempre via mail il dirigente ci risponde picche.  Francesco non può entrare a scuola, non può ripetere l’anno scolastico.
Tutto l’atteggiamento del dirigente scolastico ci porta a pensare che la sua sia una presa di posizione   iniziale che  non capiamo per quale motivo non possa essere rivista. L’atteggiamento distaccato, impersonale, sembra evidenziare la paura ad affrontare dei genitori che gentilmente e in maniera molto educata chiedono solo un diritto. E allora ci chiediamo. Perchè un ragazzo normodotato ammesso all’esame e che vari motivi non si presenta allo stesso viene  AUTOMATICAMENTE respinto e PUO’  ripetere l’anno anche più di una volta e invece un ragazzo disabile ammesso all’esame e che per vari motivi non si presenta allo stesso NON PUO’ più entrare a scuola?  Francesco negli esiti pubblicati a  fine  anno scolastico non risultava promosso. Risultava ammesso all’esame. Doppia discriminazione, Francesco non ha il diritto NEANCHE di essere respinto. Noi, come potrà immaginare, amiamo Francesco più di ogni altra persona al mondo. La sua fragilità. La sua impossibilità a difendersi, a muoversi autonomamente per far valere un suo diritto all’Istruzione ci sta portando a trascurare persino il lavoro per stare più vicini a lui e soprattutto per cercare contattando le diverse Istituzioni di risolvere il suo problema e ribadiamo per aiutare Francesco a realizzare il suo sogno. Quello di Conseguire il diploma.
Per Francesco chiediamo un diritto non un parcheggio. E invece un Dirigente scolastico, Secondo noi interpretando la norma in maniera molto personale e comunque in assoluta divergenza da quella che è stata l’interpretazione del precedente dirigente e dalla Commissione d’esame, sta facendo di tutto per ostacolarlo, o perlomeno non ha cercato in nessun modo di risolverlo. E non in maniera Professionale come dovrebbe essere richiesto al  Dirigente di un Istituto Umanistico che alla base di tutto dovrebbe porre la persona, ma in maniera distaccata tramite mail. Sarebbe bastato secondo noi il confronto fra le tre istituzioni, Famiglia, Scuola e Ente Locale per cercare di risolvere quello che è purtroppo diventato un Problema. E’ questa la Buona Scuola che si augurano questo Ministero e questo governo? Noi siamo certi che non sia cosi. Le chiediamo pertanto di leggere questo scritto e soprattutto di considerare tutta la situazione che si è venuta a creare, compreso l’atteggiamento del Dirigente. Vorremmo  che la  decisione fosse rivista e modificata dando la possibilità a Francesco di conseguire come suo diritto, dovere e obiettivo da raggiungere, il tanto sospirato diploma, che ribadiamo essere per Francesco, non un semplice documento scritto, ma il coronamento di un vero e proprio sogno.
Non chiediamo per Francesco un privilegio, ne vogliamo creare dei precedenti, secondo qualcuna pericolosi, ci auspichiamo  solo che anche per Francesco ci sia la possibilità, come per tutti gli studenti di arrivare al diploma e assolvere veramente l’obbligo formativo e scolastico, non solo per il compimento del diciottesimo anno di età, ma perche ha raggiunto  quella giusta formazione che  nessuna legge ha il diritto di interrompere. Il nostro auspicio è che questa dolorosa vicenda, possa servire affinché altri ragazzi che come Francesco desiderano fortemente frequentare la scuola, lo possano fare senza trovare barriere non solo architettoniche,  ma quelle ancor più negative, di tipo legale o normativo.
Ringraziandola per la attenzione che vorrà dedicare a Francesco, porgiamo cordiali saluti.
I genitori di Francesco

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