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#teppautistici in cerca di funghi

Questa mattina siamo andati sul monte Sirente alla ricerca di funghi (che non c’erano). Eravamo due mamme con due figli autistici accompagnati da un caro amico conoscitore della montagna e dei funghi che vi si possono trovare.

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Sulla piana del Sirente c’erano anche altri cercatori probabilmente più motivati di noi. Si cercavano prataioli perché di porcini neanche a pensarci. I nostri due <gioielli> Tommy e Bobone erano a dir poco su un altro pianeta. Altro che funghi. Piuttosto buche di terra nera che sembravano tane di talpe ed invece erano orme di turbolenti cinghiali che ormai la fanno da padroni su quei monti abruzzesi, bacche di ginepro da sgranocchiare, immense cacche di mucche da schivare ecc. ecc.

Ci siamo poi arrampicati su per la montagna per addentrarci nel bosco. Eravamo all’altezza del laghetto che secondo una leggenda si è formato in una cavità creata da un meteorite. A nostro gruppo si era aggiunto un altro cercatore che lavora alla Forestale di Secinaro. Lui nel suo bel cestino aveva tanti piccoli prataioli, ne ha tirato fuori uno, l’ha pulito l’ha tagliato a metà e ci ha chiesto di mangiarlo. Crudi si sente di più il profumo del bosco. Bobone non ha esitato a mangiare la sua parte senza fiatare. Qualcun altro si è invece tenuto alla larga. Due autistici, due misure.

La combriccola che si è addentrata nel bosco ha dovuto faticare un po’ a rimanere compatta. I Nostri quando si tratta di faticare rallentano la marcia. Sono indifferenti a qualsiasi obiettivo che non sia di loro reale interesse. Il fiatone della salita mette in ansia ad esempio Tommy che si blocca e teme qualche catastrofe imminente, qualche improvvisa mutazione o trasformazione. Bobone invece mette il freno a mano e si ferma in ogni angolo a perlustrare foglie, piante, gemme, bacche e tutto quello che potrebbe avere la pur minima sembianza mangereccia.

Bè in tutto questo tempo, di funghi ne abbiamo visti tanti ma non erano commestibili però bellini, gialli limone, carnosi color terra, piccoli a grappoli, altri più coriacei cresciuti nei tronchi degli alberi. I Nostri non li hanno degnati di uno sguardo. Però che goduria passeggiare nel bosco. Respirare il profumo del muschio, calpestare un tappeto di foglie. Queste cose ai nostri teppa piacciono molto.

Una bellissima mattinata in montagna anche perché i  teppa non erano due autistici ma due elfi, con le loro stranezze ma completamente integrati con la natura squillante intorno a loro.  I nostri accompagnatori Rocco e Rodeo non si sono posti affatto il problema dell’autismo (che roba è?) e i nostri pensieri di madri sono andati, non so perchè, ai tremila problemi inutili che ad esempio si pongono in ambiente scolastico al primo urletto e sfarfallio di dita accompagnato da qualche schiocco di lingua e un mugolio. E se arriva un rutto allora diventa un caso nazionale.

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