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Esperimento di due fratelli di #teppautistici

Mio figlio Filippo fratello di Tommi e la prode Francesca, sorella di Bobone, si sono sentiti chiamati in causa dal pezzo di una settimana fa avevo in cui lanciavo UNA CHIAMATA ALLE ARMI PER FRATELLI DI AUTISTICI, era la prima volta che i due uscivano da soli per un pomeriggio con i fratelli al seguito. Abbiamo deliberatamente sempre cercato, in entrambe le famiglie, di sollevarli il più possibile dall’onere dei fratelli pazzerelli, perchè studiassero sereni, perchè potessero vivere la loro vita con la maggior leggerezza possibile, dato che sapevamo tutti quanto siamo stati costretti a togliere loro in termini di attenzione in tutti questi anni di badanza dei vampiri di casa. Filippo e Francesca ci hanno chiesto invece di cominciare a occuparsi ogni tanto anche loro dei fratelli, magari lasciando una mezza giornata di respiro ai genitori. Ho chiesto a Filippo di fare la cronaca della prima uscita, eccola:                

                                      

francesca bobone filli 2

   Tommy al cinema con Bobone

Sabato 26 ottobre io e mio fratello siamo andati al cinema per assistere alla proiezione del nuovo film della Pixar “Inside Out” in compagnia di Bobone e di sua sorella Francesca. L’appuntamento era previsto davanti casa dei due fratelli, così io e Tommy ci siamo subito mobilitati e presa la mia macchina ci siamo diretti a Via Fleming. Come di consueto, Tommy si è seduto sul sedile posteriore con la cintura di sicurezza rigorosamente allacciata, un’abitudine che lo ha accompagnato fin dall’infanzia. Nonostante la minaccia incombente della partita di calcio, il viaggio è stato relativamente tranquillo, con Tommy seduto al suo posto e io al volante. Una volta giunti a destinazione, Franci e Bobone sono saliti con noi in macchina e insieme ci siamo diretti a Piazza Euclide dove si trova il cinema. Bobone, seduto accanto a Tommy, era leggermente alterato, me ne accorgevo dai versi che emetteva; Franci mi ha spiegato che il motivo era semplice: credendo che suo padre fosse arrabbiato con lui (quando invece era intento a inveire contro lo schermo televisivo per gli esiti negativi della partita di rugby), Bobone era entrato in piena crisi di nervi. Per fortuna durante il tragitto si è calmato.

Arrivati a Piazza Euclide, parcheggiamo la macchina e ci affrettiamo a raggiungere il cinema, dato che lo spettacolo sta per cominciare. Durante il tragitto, ho iniziato scatto qualche foto di Franci in compagnia dei due giganti, uno alla sua sinistra e l’altro alla sua destra: sembrano due guardie del corpo intente a scortare una diva del cinema. Finalmente eccoci arrivati. Come vuole la tradizione, prima di entrare in sala mi appresto a comprare i pop-corn per Tommy. Per essere tranquilli, acquisto la confezione da cinque euro, la più grande di tutte, di modo che anche Bobone possa condividere il succulento snack in compagnia di quel mangione di mio fratello. Il tempo per pagare alla cassa e dirigerci verso la sala di proiezione che mi accorgo che qualcosa non quadra: perché Tommy ha in mano una lattina di coca cola con tanto di cannuccia? Eppure non ricordo di avergliela data. Subito torno alla cassa per scoprire che quella lattina non era stata inserita nel prezzo: Tommy se l’era fregata dal distributore all’angolo e, giustamente, si era procurato anche la cannuccia; in tutto senza dirmi niente. Forse temeva che non gli avrei permesso di acquistarla. Ad ogni modo, dopo aver pagato quella che sarebbe potuta diventare una bravata, possiamo accomodarci ai nostri posti in fondo alla sala.

Tirando le somme, i due teppautistici non hanno creato molti problemi durante la proiezione, tanto nella sala c’era già abbastanza confusione con le urla e i pianti degli altri bambini. Tommy e Bobone entravano in modalità autistico rumoroso nel bel mezzo dei tempi morti del film, quando cessava la musica per risaltare la drammacità dei protagonisti che iniziano a incupirsi o cantano con la voce rotta dal pianto. Bobone batteva i piedi per terra, mentre Tommy mi allietava le orecchie con i suoi versi profondi e difficilmente comprensibili dai comuni mortali. In questi casi bisogna cercare di farlo stare tranquillo proponendogli diverse attività da svolgere al termine di quella in corso. Quando ha sentito “casa papà”, si è messo comodo sulla poltroncina e non ha detto più nulla. Anche Franci è riuscita con le sue tecniche segrete a coinvolgere il fratello nella visione del film. Il risultato della serata: nessun danno e nessuna ansia. Tutto è andato per il verso giusto e ci siamo molto divertiti. Peccato che i pop-corn (che vi ricordo ho acquistato in una confezione da cinque euro) in compagnia dei teppautistici durino giusto il tempo di scorgere il titolo del film sul grande schermo.

FILIPPO NICOLETTI

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