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Diagnosi di autismo dagli scarabocchi…Se seguiamo la pista bulgara o il "cammino di luce"

Adesso il nuovo trend fanta autistico è l’ osservazione e la lettura mistica dei disegni dei ragazzi come se fossero le conchiglie per lo sciamano. Leggiamo che Un semplice disegnino o uno scarabocchio di un bimbo possono rivelarsi cruciali per la diagnosi precoce dell’autismo. Un’intuizione tutta italiana firmata dal ricercatore (grafologo dell’autismo?) Angelo Vigliotti (ricercatore de che..? Nel suo sito si parla di “Cammino di luce!” Che ha appena presentato i risultati del suo studio al World Summit on Pediatrics di Sofia in Bulgaria. Mentre la scienza segue la pista bulgara, la nostra Gabriella La Rovere dottoressa #scacciacazzate dice la sua…


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Gabriella La Rovere

Dopo le plausibili perplessità sulla comunicazione facilitata che niente devono togliere alla libertà e possibilità per ogni genitore di trovare modi per comunicare e superare le frustrazioni (proprie e di quelle del figlio), un’altra notizia, di quelle altisonanti, viene sparata nel mare magnum dell’autismo.

Una scoperta tutta italiana – ci tiene a sottolineare la giornalista – che consentirebbe di poter diagnosticare precocemente l’autismo guardando gli scarabocchi del proprio figlio. Fermo restando che la capacità di poter usare la matita si raggiunge mediamente intorno a 2-3 anni con la coordinazione occhio-mano, arrivare a dire questo vuol dire aver analizzato decine di migliaia di scarabocchi di bambini normali e altrettanti di bambini autistici, per poi estrapolare delle somiglianze inequivocabili, dei tratti che sono patognomonici del disturbo, il che si scontra malamente con la variabilità della sindrome autistica che, per sua natura, difficilmente può essere assimilata ad un gruppo omogeneo.

Se andiamo bene a leggere le poche righe dell’articolo, si tratta della comunicazione di un ricercatore al World Summit on Pediatrics. In parole povere, il ricercatore – nell’ambito di una delle tante sessioni del congresso – è salito sul palco e, nel tempo a sua disposizione, ha riferito quanto ha notato.

Bisogna sapere che questi congressi mondiali radunano migliaia di persone da ogni angolo del pianeta (per alcune comunicazioni, anche qualche extraterrestre!). Di solito si guarda prima il programma e si decide cosa si vuole andare ad ascoltare. Molte volte si assiste al totale disinteresse della sala, perché c’è chi parla, chi legge, chi scrive, chi dorme. Se però quello che viene riferito è importante, c’è un risveglio generale e la comunicazione è oggetto di discussioni che si protraggono anche fuori congresso.

Alla fine può essere pure che il nostro brillante ricercatore abbia ragione nella sua intuizione, ma è ben lungi dall’averlo dimostrato.

GABRIELLA LA ROVERE

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