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Autistici: a 18 anni si cambia giostra!

“Raggiunta la maggiore età non dovrebbero più stare in quel posto: non è ammesso, perché la legge stabilisce che per loro non ha più senso essere sottoposti a terapie. insomma, entrano nella dimensione dell’autistico fantasma, quell’essere alla domanda del cui destino nessuno sa dare una risposta precisa”. (alla fine qualcosa ci inventeremo pg10)

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Un incubo ricorrente per i genitori di ragazzi autistici prossimi a compiere 18 anni ed entrare nella «maggiore età» sono le pratiche burocratiche faticosissime che accompagnano questo passaggio. È come scendere da una giostra per salire su un’altra che continua a girare nella stessa maniera ma comunque sancisce un «cambiamento» a livello di documentazione, insomma un riazzeramento di tutte le scartoffie precendenti e l’acquisizione di altre nuove fiammanti che ribadiscono le stesse cose di prima. A meno che non ci sia stato un miracolo e l’autismo sia scomparso. Chi ci è passato sa di cosa sto parlando.
Eppure una novità ci sarebbe, introdotta proprio dalla Legge n. 114/2014. E cioè che il minorenne titolare dell’indennità di accompagnamento non è più tenuto a presentare la domanda all’INPS al compimento della maggiore età. Eh già perché finora, quando l’invalido compiva 18 anni, non riceveva in automatico alcuna prestazione economica e, per continuare a percepire l’indennità di accompagnamento o altre provvidenze economiche previste per i maggiorenni doveva presentare domanda all’INPS. Grazie alla riforma, dunque, alla maggiore età le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni continuano ad essere erogate senza ulteriori accertamenti sanitari e senza bisogno di presentare una nuova domanda.
Questo dice la norma, allora c’è da stare tranquilli. E invece no, proprio per niente. La mamma di un nostro amico autistico, proprio ieri, si trovava alla Asl per svolgere altre pratiche per un’invalidità all’80% arenatesi in un cassetto di qualche recondito ufficio. Già che c’era le è venuto in mente di dire: «Meno male che per mio figlio autistico invalido al 100% l’anno prossimo quando compie 18 anni questo problema non ce l’avrò». Le hanno fatto subito sapere che sempre in virtù della legge 114 per avere diritto alla pensione di invalidità devi presentare tramite Caf il modello AP70 con il quale si danno informazioni relative al reddito annuo del disabile. E che se la persona supera il reddito di 16 mila euro l’anno, non ti riconoscono più l’accompagno o pensione di invalidità. Quindi loro che volevano intestare alcuni beni al ragazzo per una maggiore sicurezza sul suo futuro, a questo punto, fanno meglio a ripensarci.
Altra tegola in arrivo: chi dei neo-maggiorenni ha la 104 non «definitiva» ma «rivedibile», al raggiungimento dei 18 anni anche se autistico al 300% dovrà rifare tutta la procedura (che già costò mesi di attese e file agli sportelli). In teoria dovrebbero chiamarti prima del compleanno. Ma questo non succede mai.
Scriviamo queste cose con la speranza che qualcuno, esperto della materia, ci smentisca. Sarebbe davvero una consolazione per tanti genitori che sono sulle spine.

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