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Arriva Capitan Spectrum il supereroe autistico che combatte il bullismo

 Christopher Miller è uno studente americano di 13 anni che appartiene alla famiglia di noi autistici. Ha deciso di reagire ai bulli che lo tormentavano a scuola, lo avevano portato a livelli tali di esasperazione da fargli tentare il suicidio.

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Uscito dall’ospedale dove era stato ricoverato  Chris ha detto che non voleva  morire, ma solo trovare un amico che lo salvasse  dai bulli.  Da bravo autistico ha pensato bene che il salvatore poteva essere soltanto lui e si è così inventato  Captain Spectrum il super eroe  dello spettro autistico specializzato nella lotta anti bulli,  di cui il ragazzo Chris è naturalmente l’ identità segreta, proprio come l’imbranato Clark Kent  lo  è di Superman. Chris si è quindi progettato un suo costume verde pisello, ha cucito sul petto la tesserina di puzzle simbolo dell’autismo, ha aperto un profilo Facebook e ora è diventato il simbolo di come si possa provare a disinnescare i peggiori bulli con l’ arma del paradosso.

Il suo grido di battaglia è “La fine del bullismo inizia con me!” ed è riuscito a diventare un simbolo. Con il costume da vestito da Capitan Spectrum  ha deciso di farsi fotografare con tutti gli interpreti di supereroi “verdi” come Jason David Frank, il Power Ranger verde, o Lou Ferrigno, l’incredibile Hulk  di una serie tv del 78. Chris è pronto a pubblicare la versione a fumetti di Capitan Spectrum che sta lui stesso disegnando. Tramite Booster è possibile contribuire alle sue campagne anti bullismo, acquistando le magliette di Capitan Spectrum e il super costume inventato da Chris.

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I ragazzi con autismo come Chris sono spesso le vittime privilegiate dei bulli per i loro comportamenti “bizzarri” e per la loro mancanza di abilità sociali. Uno studio 2012 da Autism Network Interactive ha scoperto che un totale di 63% dei 1.167 bambini con ASD, età 6-15, era stato vittima di bullismo. L’autistico per sua natura ha difficoltà nei rapporti interpersonali e di comunicazione; ansia e poca coscienza di sé; sentimenti non ben controllati. Si parla di soggetti molto fragili e quindi anche le vittime più inermi. Da vari siti creati da genitori si leggono con dettaglio le forme di violenza che spessissimo devono subire i loro ragazzi. Vanno da una vera e propria sopraffazione fisica, con spinte, botte, bloccaggi o con la distruzione delle loro cose, oppure verbale, con insulti, canzonamenti e derisioni, ma può anche consistere in un umiliante e doloroso isolamento sociale.

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La  famiglie spesso hanno la consapevolezza che persino il personale adulto della scuola, contribuisca all’umiliazione dei ragazzi davanti ai compagni o addirittura incoraggiando lo sfottò. Questo è più facile che avvenga con i soggetti così detti “ad alto funzionamento” che sono potenziali vittime di atti di bullismo molto di più di quanto possano esserlo ragazzi neurotipici. Sono proprio  quelli come Chris a fare le spese in classe della vigliaccheria del “gruppone”. Prestano il fianco ad essere bersaglio dello scherno collettivo proprio perché si presentano come i classici “secchioni.

 Per la natura stessa della loro neurodiversità  possono essere ripetitivi in una particolare materia, tendono ad assimiliare una quantità di nozioni impressionante su ciò che li appassiona, può essere un particolare periodo storico, o una particolare branca delle scienze. Non gestendo la relazione possono indurre il fraintendimento che siano banalmente ragazzi petulanti, fastidiosi da sopportare, o peggio ancora da “raddrizzare” o “educare alla vita”.

Spesso gli stessi insegnanti inconsapevolmente, o per ignoranza della sindrome autistica, rilevano o stigmatizzino davanti alla classe i comportamenti “irregolari” di questi ragazzi, esponendoli così all’ordalia dei compagni, che spesso non chiedono di meglio che il via libera per accanirsi. Molti di questi autistici bersaglio non usufruiscono di un accompagnatore, poiché autosufficienti negli spostamenti, spesso sono sistematicamente tormentati dal gruppo dei bulli lungo tutto il percorso tra la scuola e casa.

Nel caso di autistici così detti “a basso funzionamento”, non verbali o parzialmente verbali, la violenza può scatenarsi proprio confidando sul fatto che la vittima è incapace a priori di riferirla. In questo caso si svolge in momenti di disattenzione degli insegnanti di sostegno o di cambio d’insegnante, durante la ricreazione, nei bagni. Sono a volte percosse e vere e proprie torture fisiche, in altri casi ripetuti atti di umiliazione come ad esempio costringere la vittima, per sua natura ecolalica, a ripetere parolacce o bestemmie.

L’autistico, anche con importante deficit cognitivo, ha comunque la dolorosa percezione di essere zimbello, ne soffre moltissimo e mantiene costante in memoria questa sofferenza che potrebbe creargli stereotipie o vere e proprie ossessioni. L’autistico è incapace di gestire la violenza e questo potrebbe scatenare in lui crisi oppositive o auto-etero lesioniste.  Le potenziali vittime dei bulli non andrebbero mai lasciate in situazioni in cui questi abbiano libertà d’ azione. Un lavoro costante va fatto sui compagni più sensibili che devono essere consapevoli di avere in classe un soggetto particolarmente vulnerabile e bisognoso di protezione. E’ esattamente la posizione teorizzata da  Chris Miller AKA Capitan Spectrum  che usa i suoi super poteri per “difendere ed essere amico”.

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