Adolescenti, Il film di noi autistici

Il film dei #teppautistici sarà una cannonata

Il #teppautistico Tommy si sta allenando con una GoPro in testa assieme al fido amico Bobone. Si prepara a dare il suo contributo al nostro film sull’autismo. Da settembre cominceremo a girare avvalendoci anche del costante punto di vista di un “normale” autistico, la soggettiva autistica sarà l’ elemento che farà la differenza con quanto chiunque altro potrebbe fare. Chi vorrà “prestarci” il punto di vista del suo autistico in dotazione ci aiuterà a raccontare la nostra storia, proprio come immaginiamo che debba essere “per noi autistici”.

 

Avevo anticipato della nostra intenzione di raccontare l’ autismo attraverso un docufilm, confermo che ci stiamo lavorando con l’ ineffabile Massimiliano Sbrolla e la sua Zoofactory . Possibili altri autorevoli partner si sono offerti (per ora a parole) di partecipare all’ impresa, buon segno significa che è una buona idea. Resta comunque certo che lo faremo comunque, anche a costo di farlo unicamente a nostre spese. Anzi siccome l’ idea è già circolata, e chi ha il supporto e i mezzi del servizio pubblico sta lavorando a qualcosa di simile, vogliamo da subito esporre il “nostro” progetto.

Non ci interessa confezionare i santini dei bravi operatori, delle eroiche insegnanti, dei mirabolanti genitori. Nemmeno vogliamo continuare a rappresentare il fanta-autismo dei fenomeni che cantano, ballano e tirano di scherma, proprio come Geppetto sognava per il suo bel burattino.

Continueremo a raccontare con delle telecamere tutto quello che abbiamo iniziato a raccontare nei nostri due libri, come nei nostri spazi in rete dove ogni giorno raccogliamo storie ed esprimiamo pensieri.

Andremo a visitare le famiglie che hanno perso speranza e fiducia, quelle che si sentono prese in giro e abbandonate dai professionisti dell’autismo convegnistico. Per questo già da ora prenderemo in considerazione tutte le storie possibili, soprattutto quelle che a nessuno va di raccontare.

La nostra è una battaglia per la civiltà, non abbiamo coccarde da appuntarci al petto, siamo amici di tutti, ma non apparteniamo a nessuno. Anzi il nostro film dovrà rappresentare il più possibile la parte “indicibile” dell’autismo in Italia.

 Aspetto riscontri da chi mi legge, è ora che i nostri “fantasmi” si facciano vedere e ci facciano vedere come loro vedono il nostro mondo.

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