Archivio, Autismi & Autistici

Non chiamateci più a convegni sull'autismo…

tommyconvegno

Mal ce ne incorse (al #teppautistico Tommy e me) di aver (quasi) silenziosamente assistito a un incontro sull’autismo. Ancor più ad aver scritto in questo blog che non ne potevamo proprio più del solito giro di parole degli autisticamente informati, per cui alla fine tutti hanno detto la loro, tanto per i nostri #teppautistici non cambia nulla.

In ordine ho creato disagio, sgomento, perplessità, irritazione a:

1) Il sig Alessandro Capobianchi, presidente dell’Anpa nazionale Onlus, che mi scrive che nessuno nel convegno ha messo in dubbio le linee guida dell’ ISS…Ok mettiamo per assurdo che abbia avuto allucinazioni, cambia qualcosa? Mi dice pure che c’erano presenti neuropsichiatri…Ok allora? Quanti autistici vedono durante la settimana questi dottori?

2) La dott.ssa Cav Uff Repubblica Sabina Savagnone, presidente dell’Arpa (Associazione per la ricerca sulla psicosi e l’autismo) alla quale chiesi appunto se il suo metodo “relazionale” di trattamento dell’autismo mettesse in discussione le linee guida. Non ho capito la risposta stizzita, ma è di sicuro un mio limite.

3) Il dott Bianchi di Castelbianco che non ha gradito che abbia espresso dissenso al suo intervento, ma almeno è venuto a dirmelo subito. Amici come prima, ognuno continui pure  a pensarla come crede, ma a me gli approcci psicodinamici all’ autismo non convinceranno mai, tanto vale dirselo.

4) Il prof Hanau, che considero un amico, ma a cui qualcuno ha detto che io ce l’ avevo con lui per questo e quell’ altro. Invece non ce l’ho con nessuno…

5) Per ultimo, ma solo perché merita più spazio, il  dott. Paolo Caponi che si è addolorato per una mia frase estrapolata da un’ intervista telefonica a Redattore Sociale in cui dissi: «Ma c´erano due grandi assenti, questa mattina: “da una parte gli autistici, rappresentati solo da Tommy, che ho voluto portare con me per far vedere com´é fatto un autistico – spiega Nicoletti -. C´era anche un genio Asperger, ma non credo che a quelli come lui si rivolga la legge, per quanto ovviamente abbia[no] anche loro diritto a riconoscimento e tutele. Ma i destinatari sono persone che stanno a ben altri livelli”».

Mi dispiace che nella sua lunghissima lettera si sia sentito discriminato, se quella frase l’ ha ferita le chiedo scusa di cuore, ma mi creda chi mi conosce e segue sa bene che non ho mai fatto distinguo per il grado di “appartenenza” allo spettro autistico. Non ci sono per me autistici di serie a o serie b per quanto riguardi i diritti (mi sembra fosse chiaro).

Ho percezione del dolore che può avere segnato la sua infanzia scolastica, ammiro ogni cosa che lei faccia e condivido la sacrosanta battaglia che sta intraprendendo per la dignità delle persone Asperger, è fuori discussione! Ma lei, come è chiaro, può e sa controbattere se subisce un’ ingiustizia. Mio figlio tace e subisce, se qualcuno non prende la sua parte e prova a raccontarlo resterà sempre un umano indicibile.

Mi dia  modo di dedicare la parte precipua del mio tempo per quelli di noi autistici che non hanno nemmeno autonomia e dignità di parola e che avranno sempre per tutta la vita bisogno di una persona accanto che si occupi di loro. La loro condizione di “invisibili” in questo momento è il mio più grande cruccio, per questo non si senta offeso. Un abbraccio forte

————————

Detto questo…Fateci un favore, non invitateci mai più a convegni, tavole rotonde, presentazioni, discussioni sull’autismo. Starete tutti più sereni…

.

.

.

Condividi questo articolo

Informazioni sull'autore

Articoli Correlati

Commenti Facebook