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Arrivano i #teppautistici bucanieri

teppautisci

Sono otto i #teppautistici bucanieri: Bobone, Giacomo, Marco, Ludovico, Daniele,  Federico e Tommy assieme a un cane che si chiama Gancho si sono dato alla pirateria. Tra loro spietati di lupi di mare, in barba delle ferree tradizioni piratesche, c’era anche Allegra una ragazza #teppautistica sanguinaria e terribile combattente,  già cavallerizza reduce della mitica “Cavalcata” dei 10 autistici.

Dop essere stati #teppautistici da spiaggia, sono stati istigati alla filibusta  dai soliti vecchi bucanieri/e  Diana Elena e Maurilio della ditta  Petra & Piras. Sono partiti mercoledì da Sestri, hanno costeggiato la Liguria facendo tappa a Portofino, Camogli, Arenzano e Varazze navigando e dormendo per tre notti a bordo di un veliero di nome Pandora, che è la fedele riproduzione di una goletta a gabbiola russa del 1700 di 23 metri, due alberi e otto vele. Si sono addestrati all’arrembaggio, al giro di chiglia, al lancio dell’arpione, alla mannaia  e al cannone.

Torneranno stanotte a Roma e andrò ad ammirarli odorosi di acqua salmastra e di polvere da sparo (si fa per dire). Sono belli forti e sprezzanti, sono pronti all’assalto, alla rapina, al saccheggio. Nessuno pensi di prenderli ancora per il naso con promesse, belle parole, sguardi di compassione.

I #teppautistici si sono stufati di bei signori in grisaglia, di matronesse e madri badesse, di politici chiacchieroni di medici buffoni. Quello che il loro diritto  di una vita felice se lo prenderanno con la spada in mano (vedi Autistici & Spadaccini). Guai a chi d’ora in poi proverà a mettersi di traverso dell’orda dei #teppautistici.

La nostra scuola sarà sull’onda del fortunale, il nostro sostegno sarà la colubrina, il nostro  terapeuta  il capitano Jack Sparrow.

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La Pandora fa parte della flotta dell’associazione sportiva dilettantistica Vela Tradizionale, ed è salpata da La Spezia: «Facciamo attività didattica per diffondere la conoscenza della marineria tradizionale – spiegano a Luca Buffo del Secolo XIX i due responsabili dell’ associazione Fanja Raffellini e Filippo Rinaldi  – A bordo delle nostre imbarcazioni si fa tutto a mano, non ci sono né ausili tecnologici né pulsanti. Il nostro è un approccio legato alla marineria tradizionale e all’insegnamento, oltre che delle nozioni tecniche e teoriche, anche dei valori e dei comportamenti che, innanzitutto, fanno di un velista un marinaio».

I ragazzi #teppautistici sulla nave imparano a governarla e a pulirla, rispettando la gerarchia di bordo. «Facciamo molte attività in qualsiasi ambito – spiegano Luca, Fanja e Filippo – dalle mini-crociere didattiche per i bambini, in cui si divertono perché credono di essere sulla nave dei pirati, fino alle collaborazioni con centri di alta formazione come l’Accademia Italiana della Marina Mercantile, passando per progetti rivolti ai disabili come in questo caso.

È bellissimo vedere che i ragazzi apprendono con entusiasmo, d’altronde queste navi sono la nostra vita, ed è bello condividerla così».

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