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Per i nostri giganti indifesi il 15 sarò a Bologna

bolle
  Venerdì 15 maggio sarò a Bologna a parlare di autismo. Avrò qualcosa da dire di nuovo? Qualcosa m’inventerò. Dovessi sintetizzare ora in una frase direi che ho voglia di prendere Tommy con me e partire per un posto lontano. Più ci addentriamo nell’età adulta (sua) e nella senescenza (mia) più ci rendiamo conto che nel nostro paese non esiste nulla di adeguato a una speranza di vita felice per un individuo neurodiverso.  Non mi si citino i due o tre soliti esempi di alternative decorose alle soluzioni para-manicomiali a cui i nostri figli saranno destinati dopo di noi. Sono bellissime iniziative, ma sono  destinate a restare fortunate eccezioni. Vedremo combatteremo saremo sfrontati e spietati persino con chi ci sorride e ci rassicura. Almeno fino a che non avremo la certezza di poter morire tranquilli per la sorte dei nostri giganti indifesi.
Mi è piaciuta molto la presentazione che è stata scritta per comunicare l’ incontro. La riporto tale e quale.
(da Daniela Marianicerati <marianicerati@yahoo.it) Gianluca Nicoletti faceva la sua professione di giornalista, scrittore e soprattutto di grande comunicatore, quando si è trovato faccia a faccia con l’autismo e si è accorto quante falsità, edulcorazioni, messaggi trionfali basati sul nulla, frodi e sfruttamento della disperazione ci fosse nella presentazione dell’autismo al grosso pubblico.
Vincendo il naturale senso del pudore e rinunciando al sacrosanto diritto alla riservatezza, ha scritto due libri sulla sua storia di padre di un giovane, ora alle soglie della maggiore età, affetto da autismo. Il successo di critica e di pubblico dei due libri non sta nel raccontare favole sulla genialità e sulla bellezza dell’autismo, ma nella sua grande abilità di scrittore, che si legge tutto d’un fiato anche quando descrive cose non gradite, impopolari, crude  per la realtà in sé e per la cattiva gestione delle Istituzioni che, anziché aiutare, sprecano denaro pubblico in cose inutili, lasciando sole le famiglie in una sorta di arresti domiciliari inflitti  per non si sa quale colpa.
 
Liana Baroni faceva la sua professione di scienziata e docente universitaria di fisica, quando, lei pure, si è trovato faccia a faccia con l’autismo e ha toccato con mano come la gestione dell’autismo da parte dei cosiddetti ricercatori e professionisti fosse la negazione dei principi della scienza.
Rapporti di causa – effetto stabiliti in base a fantasie prive di ogni evidenza delle prove, assenza totale di metodo scientifico, approccio al problema di tipo medievale.
Ha pertanto deciso, nel lontano 1985, di fondare un’associazione che doveva essere prima di tutto un’associazione di pensiero, che sgombrasse il campo dalle brutte favole e che rivelasse all’Italia che “il re era nudo”.
 
Sarà molto interessante sentire questi due personaggi, che Plutarco avrebbe inserito tra le sue “Vite parallele”, dialogare tra loro a
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BOLOGNA, VENERDI’ 15 MAGGIO Ore 16:30 – 19:00

Biblioteca Salaborsa, Auditorium Enzo Biagi

Piazza del Nettuno, 3

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