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Gabriella madre di Benedetta mette in scena se stessa martedì 5 a Roma

bennyteatromod

 

Finalmente Gabriella La Rovere mette in scena a Roma il suo monologo “Storia di un’attinia e di un paguro bernardo” . Martedì 5 alle 21.00 sarà al Teatro S. Luigi Guanella. Seguirà una tavola rotonda e ci sarò anche io. Questa è la locandina che potete condividere e diffondere. Non è un’ occasione da poco assistere all’elaborazione artistica delle angosce di un genitore come noi, che nella maggior parte dei casi producono solo frustrazione e rabbia. Mi piacerebbe che i “colleghi” romani venissero ad ascoltare Gabriella, ne vale veramente la pena!

ci vediamo alle 21.00 in via Girolamo Savonarola 36

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La nostra amica Gabriella La Rovere madre di Benedetta (e cittadina d’Insettopia) è in tournée con la pièce tratta dal suo libro. Di genitori che scrivono la storia dei loro figli fuori standard se ne cominciano a vedere tanti, me compreso. Gabriella è forse la prima che la sua vicenda d’accudimento totale la mette in scena di persona, con lei nel ruolo di se stessa.

Sceneggiare e interpretare la sua “Storia di un’attinia e di un paguro bernardo” richiede un doppio atto di coraggio; già scrivere sulla propria vita condizionata da un amabile vampiro non è roba facile, credetemi quando lo si fa e finalmente si pubblica poi risulta impossibile (almeno per me) rileggere ciò che si è scritto. Sembra una tragedia che è toccata a un’ altra persona, anzi si prova persino struggimento e compassione per chi ha scritto quella roba, poi ci si rende conto che quella è la vita che stiamo vivendo, si chiude il libro e si giura di seppellirlo per sempre.

Magari invece ci tocca di girare un po’ per promuoverlo, però parlarne diventa quasi un mantra, si recita con distacco come se si rispondesse a un’ interrogazione dei tempi della scuola. Io oramai parlo dei miei libri mentre la testa è altrove, mente guardo i messaggi sullo smartphone, mentre occhieggio il pubblico, mentre faccio le parole crociate. Va così, è proprio pesante raccontare, ricordare, soppesare, fare bilanci continui del proprio tempo divorato.

Per questa ragione quando Gabriella mi chiedeva  consigli sulla sua idea di portare in teatro il suo fortunato libro “L’ orologio di Benedetta” io le dicevo: “Trovati una brava attrice, mi raccomando non pensare di farlo tu di persona, è una cosa difficile, è un mestiere!!!” Invece ha fatto di testa sua, come voleva lei…E ha avuto naturalmente ragione.

Ora la sua vita regalata a Benedetta è entrata in un tempo ciclico e non finirà mai più. Gabriella racconta dal palco quello che le è capitato. Fosse per caso, capriccio del destino, alchimia d’ incroci genetici, l’ angioletto dispettoso perché è stata una bambina cattiva…Mettetecele tutte e ancora di più, chi se ne importa!

Gabriella la sua vita ora l’ ha trasformata in teatro e quindi nulla le potrà più fare male.

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AUTISMO A TEATRO RACCONTATO CON GLI OCCHI DI UNA MADRE (da Redattore Sociale)

GUARDA VIDEO INTERVISTA A GABRIELLA 

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 L’ESTATE NON E’ STAGIONE PER AUTISTICI

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