Archivio, Mio figlio autistico

Tutto ricomincia da un venerdì 17…

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Il 17 gennaio è stata per me una data importante, forse proprio perché nell’anno 2014 è capitato di venerdì. Quel funesto incrocio di venerdì 17 è iniziato alle 8 di mattina con l’ ascensore schiantato con me dentro.

Per fortuna un istante dopo aver consegnato Tommy all’accompagnatore, quello che lo porta ogni mattina a scuola con il pulmino del Comune. Quella volta però il pulmino non è tornato indietro a riportarmelo, a casa naturalmente il panico,  ma io l’ ho saputo quando ero in viaggio verso Gravina di Puglia, dove avrei conosciuto una madre che vive da anni segregata volontaria in casa con il figlio autistico ventenne… Insomma ce ne è abbastanza per rimettere le mani a un nuovo lavoro. Lo stesso giorno, mentre ero in treno, mi sono telematicamente incrociato con il  buon  Stefano Trasatti, che ha raccolto quel che pensavo a caldo d’incazzatura e mi ha all’istante inchiodato sul suo Redattore Sociale. Il miglior posto in Italia dove trovare notizie certificate sul complesso mondo del Terzo Settore.

Il pezzo va letto lo trovate qui

Autismo, rabbia e disservizi. E Gianluca Nicoletti raddoppia

 

Mi sono reso conto che in dieci minuti di sfogo dal Freccia Argento, strapieno di pendolari seduti per terra, mi sono vincolato per la vita a un progetto, che mi impegnerà ancora più il tempo e mi procurerà anche un bel numero di nuovi nemici. Però le cose stanno così, mi sono stancato di bussare alle porte degli amministratori come se fossi un mendicante con il piattino in mano. Ho chiesto solo attenzione a un’ idea per razionalizzare quello che già è il costo della comunità per i nostri ragazzi speciali.

Mi hanno spesso aiutato persone generose e disinteressate, di molti sono diventato amico. Abbiamo ricevuto  quasi sempre solo chiacchiere, anche distratte. Alla fine l’ unico  scrupolo sembrava fosse quello che io non mi potessi pubblicamente lamentare perché alla fine, nel mio piccolissimo, potrei trovare qualcuno che mi ascolti, a differenza della stragrande parte dei genitori come me che sbattono la testa ovunque nel silenzio stampa più pneumatico. Perché non hanno casi umani strazianti da esibire forse…Perché il nostro strazio non corrisponde a difformità esteriori che ne rappresentino lo stigma indelebile.

Per questo l decisione è presa. Ho iniziato il nuovo libro, quando un libro va molto bene farne un secondo sullo stesso argomento è sempre a rischio di diluire e banalizzare quello che si è già scritto. Correrò  il rischio, ma di cose da dire ne ho tante davvero e poi altre ne avrò se riuscirò a far partire la parte più ambiziosa dei miei progetti. Mi hanno in tutti i modi reso difficile la nascita di “Insettopia” ; va bene, vuol dire che invece che cercare di costruire la nostra città felice  con i mattoni, che fanno gola a tanti, comincerò a farla vivere sulla forza delle idee tradotte in parole, che è più il mio mestiere diciamolo, non faccio il palazzinaro. Vedrete che poi chi ha i mezzi verrà a cercare noi.

Intanto mi serviranno presto mille famiglie con figli autistici, meglio se sparpagliate in tutt’Italia. Dovrebbero essere disponibili ad essere “intervistate” . Lo sapete vero che l’ Italia è uno dei pochi paesi dove non si ha un’ idea esatta di quanti siano gli autistici? Quale sia la loro sorte? Quale sia la soddisfazione delle famiglie dei servizi erogati? Quale fine facciano i soggetti una volta adulti? Gia dove fanno a finire gli autistici quando i genitori non ce la fanno più a tenerseli con loro? Quando i genitori muoiono?….E chi lo sa?

Il mio ambizioso progetto sarà di creare la prima vera community sull’autismo in Italia, con un solido e qualificato comitato scientifico, giuridico e di supporto reale alle famiglie. Sull’autismo nel nostro Paese girano troppi ciarlatani, troppe isterie, troppi  opportunismi, troppi interessi, soprattutto troppa radicale e colpevole ignoranza. Farò di tutto per costruire qualcosa di concreto con gli strumenti professionali che meglio so usare e ho sempre usato. Nessun guru, nessun  santone, nessun miracolo. Solo la ricerca dello strumento più razionale per intervenire su un problema che rappresenta un’ emergenza sociale, anche se si fa finta di niente perché tanto: “i genitori degli autistici alla fine sono autistici anche loro…” E quindi possono essere lasciati pure a girare a vuoto.

Presto qui tutto nel dettaglio.

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