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La forza della tv (se fatta bene…)

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Ancora sto vivendo di rendita  del passaggio televisivo di venerdí sera da Lilli Gruber. Questo blog é arrivato ad avere quasi diecimila visite al giorno (prima arriva si e no a tremila) e sono veramente sommerso dalle mail dei genitori, che si sono accorti per la prima volta che esiste un libro che parla senza filtri del loro quotidiano. Peraltro anche la puntata in tv ha avuto un ottimo ascolto (2 milioni 162.000 spettatori)

Questo significa che se ci fosse un impegno minimo e finalizzato a far conoscere il problema nella sua realtá, sarebbe infinitamente più facile mettere in campo risorse utili a far partire il progetto Insettopia in ogni città d’Italia. Purtroppo la comparsata televisiva in molti altri casi è una delusione, ci si trova davanti persone distratte o ancora peggio desiderose solo di spremerti le ultime gocce di caso umano che riescono a intravedere nella tua storia. A “Otto e mezzo” abbiamo seriamente parlato del problema nella sua crudezza e nella sua realtà senza fronzoli o pietismi.

Non sempre va cosí bene, ma il “fantautismo” spesso prende il sopravvento nei talk e nei notiziari. Quando ho potuto ho preso posizione, ma sto giá per questo facendomi qualche nemico. Sono stato sempre un antipopperiano convinto, non credo nei grandi saggi che dovrebbero dar la patente a chi fa televisione, ma su temi cosí delicati come l’autismo, le sue cause e gli interventi abilitativi utili e quelli bufala, forse chi ha competenza e autoritá per farlo dovrebbe far sentire la sua voce.

 Probabilmente accade per molte altre importanti questioni in cui l’aspetto clinico slitta nel pressapochismo o peggio nel misterioso universo delle teorie cosí dette “non ufficiali”. Io so qualcosa di autistici, perché comincio a frequentarne tanti e per loro parlo.

Mi stanno arrivando centinaia di mail che mi confermano lo stato di arretratezza culturale, e spesso cattiva fede da parte di operatori, nei riguardi delle famiglie che soffrono del problema.

La politica attualmente é in ben altro affaccendata, ma spero che ci siano altri miei colleghi. che se la sentano  di collaborare a fare un’informazione corretta sull’emergenza reale  che esiste attorno all’autismo nel nostro paese.

Soprattutto chi  è giornalista e ha un figlio autistico (so che ce ne sono) , non si nasconda, ma usi bene il potere della sua professione per portare  di persona un contributo utile per dare voce ai tantissimi che, a nostra differenza, nessuno si prende la briga di ascoltare.

GUARDA QUI LA PUNTATA DI 8 E MEZZO 

 

INCISO OFF TOPIC: Ho incorporato anche la puntata che qualcuno ha messo su youtube, è indicativo e salutare osservare i primi commenti, che da soli confermano quello che è stato detto in trasmissione sul paradosso della vetero lettura della filosofia di Internet, che oggi sembra essere accreditata come fenomeno nuovo. Avere possibilità di esprimesi liberamente non corrisponde alla licenza di sparare a vanvera insulti, quando non si condivide un pensiero.

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